Lettere al direttore

Scuola primaria. Quanto conta ascoltare i bimbi

Ci sono momenti che hanno il potere di durare a lungo! Lo scorso giugno la festa della scuola primaria di Mairano, in cui insegno, è stato uno di quelli che continuano a vibrare nel cuore anche dopo lo spegnimento delle luci; dopo che i corridoi sono tornati silenziosi e i bambini e le bambine, stanchi ma felici, hanno fatto rientro a casa, stringendo tra le mani emozioni e ricordi! La scuola aperta si è trasformata in qualcosa di più di un edificio con il cancello spalancato: è diventata casa, comunità viva, abbraccio vero. Famiglie, insegnanti, Dirigente scolastica, Sindaco, Assessore all’istruzione, collaboratori scolastici, cittadini del paese e persone arrivate anche dalle zone vicine, si sono ritrovati insieme, uniti dagli stessi desideri: assistere all’esibizione dei protagonisti della serata - le bambine e i bambini!- e condividere l’atmosfera gioiosa che solo i piccoli sanno così magistralmente creare! Con le voci emozionate, i sorrisi pieni di luce, i gesti e i movimenti leggeri tra le note musicali, le mani operose che hanno costruito scenografie, costumi, coreografie, hanno cantato, recitato, ballato... ma, soprattutto, hanno mostrato se stessi. E mentre li guardavamo, credo che tutti noi adulti ci siamo ricordati una verità semplice e immensa: ogni bambino custodisce un universo, è portatore di un progetto, di una promessa! Quanti talenti abitano ciascuno di loro! Quanta bellezza chiede soltanto di essere vista! Quanto bisogno hanno i bambini di adulti che sappiano credere in ciò che ancora non si vede del tutto, ma che già esiste! In quella serata si è reso evidente il senso più profondo dell’educare: «portare fuori», accompagnare alla luce ciò che ogni bambino porta dentro di sé; e insieme «dare nutrimento», offrire cura, tempo, ascolto, fiducia, in una dimensione comunitaria. L’apprendimento profondo non nasce dalla sola ripetizione di regole e concetti, bensì si costruisce quando gli occhi si accendono, quando ci si sente accolti, quando qualcuno ci guarda e ci dice, o ci fa capire: «Tu sei importante e vali per la persona che sei!». L’apprendimento passa prima dal cuore; passa dal corpo che danza, dalla voce che canta, da mani che creano, da occhi che si emozionano. Perché i bambini, quando vengono ascoltati davvero, ci indicano sempre la strada. E quella strada profuma ancora di stupore, di fiducia e di futuro!

Federica Carini

Brescia

Cara Federica, le dobbiamo chiedere scusa: la sua lettera s’era infilata sotto una pigna di altre carte, sulla nostra scrivania, e soltanto nella sistemazione dell’ufficio prima del Ferragosto l’abbiamo ritrovata. Di positivo c’è che è sempre attuale. Anzi, essendo ormai più vicini alla ripresa della scuola che alla sua conclusione, essa può fare da sprone affinché l’imminente anno scolastico segua la stella polare che lei cita, ascoltando davvero ragazzi e ragazze, bambine e bambini, sentendo sempre il profumo di stupore, futuro e fiducia. Un abbraccio.

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