Lettere al direttore

Salò e la magia di anticipare il mondo

Leggendo lo splendido articolo sul tennis inventato a Salò nel Cinquecento, ho avuto conferma che i salodiani hanno un’abilità straordinaria, quasi soprannaturale, di appropriarsi delle grandi invenzioni dell’umanità e di trasformarle in patrimonio locale, con una disinvoltura che rasenta l’alchimia. Prendete il violino. Per secoli il mondo intero ha creduto fermamente che l’Andrea Amati di Cremona lo avesse inventato nel Cinquecento. Giusto? No. Perché c’è Salò. E il violino diventa mezzo-salodiano, mezzo-cremonese, una conquista condivisa che però, con una certa eleganza, lascia Salò sempre con la mano sul cuore. Ora arriva il tennis. Un gioco che Inghilterra e Francia pensavano di essersi divise negli ultimi secoli: il «jeu de paume» francese da un lato, il «lawn tennis» inglese dall’altro. Eppure eccolo qua: il Trattato del giuoco della palla di Antonio Scaino, 1555, Salò. Campo Louvre. Regole codificate. Pratiche cortesi. Tutto perfettamente salodiano, tutto perfettamente anticipatore di ciò che il mondo crederà di inventare trecento anni dopo.

Giulio Treccani

Gavardo

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