Restrizioni ingiuste contro chi ama il lago
Ordinanza sulla navigazione nel golfo: una misura giusta nei principi, inopportuna nei bersagli. Non scrivo solo da cittadino che vive da sempre il golfo di Salò in modo attivo, avendo fin da piccolo svolto attività come la vela e il canottaggio, scrivo soprattutto in quanto amico. Amico di questo golfo, che ha cullato e abbracciato infanzie e adolescenze, osservando crescere passioni e amori. Scrivo da compagno, quasi fratello (non avendone per nascita), di persone con cui ho condiviso maggiormente le diverse sfumature della vita lacustre fin qui goduta. Tra queste persone c’è un nome che il prossimo 19 giugno verrà celebrato nel quinto anniversario dalla sua scomparsa. Quella notte di giugno sul golfo è stata incisa una scia che nessuna corrente potrà mai levigare. Chiunque ami questo lago può capire perché un’Amministrazione senta il dovere di intervenire ogni anno con misure straordinarie. Eppure, proprio perché quella tragedia merita rispetto, è necessario ricordare con precisione cosa accadde: a travolgere i due giovani fu un motoscafo di grossa cilindrata, condotto ad alta velocità nella notte. Le settimane precedenti all’incidente avevano di fatto riaperto il periodo estivo e sancito finalmente la fine delle restrizioni invernali. Ci sentivamo ancor più liberi, Umberto ed io, con i nostri piccoli gozzi sull’acqua. In seguito alla tragedia, sul finir dell’estate e mentre ero lontano da casa, i miei genitori presero la decisione di vendere la nostra piccola imbarcazione dopo oltre 15 anni. E non lo fecero perché si sentivano minacciati da wingfoil o sup! Com’è possibile che l’ordinanza colpisca prevalentemente chi pratica sport acquatici a propulsione umana o a impatto ridotto, mentre i motoscafi di grossa cilindrata continuano a solcare le acque indisturbati? Attuare determinate restrizioni significa punire chi del golfo fa un uso consapevole, fisico, silenzioso. Significa scegliere il bersaglio più facile invece di quello più scomodo. Un motoscafo produce onde, rumore e scarichi, che impattano in modo negativo sull’ambiente naturale e umano. C’è dunque una questione che va oltre la sicurezza, e riguarda l’anima di questo territorio. Il golfo di Salò non è una cartolina da consumare, come molte Amministrazioni in passato hanno creduto fosse... È un luogo vissuto, stagione dopo stagione, da persone che lo conoscono e lo rispettano davvero. Questi sono i frequentatori che un’ordinanza dovrebbe tutelare, non emarginare. Oggi più che mai serve un taglio netto con le retoriche del passato. La sponda trentina ha già dato un segnale forte, introducendo restrizioni severe proprio alla nautica a motore. Non è un caso isolato ma la direzione verso cui si stanno muovendo le comunità lacustri più accorte d’Europa.
Giulio Tonincelli
Salò
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