Lettere al direttore

Raccolta rifiuti, si riduca l’uso delle spazzatrici

Nel puntuale resoconto dei lavori della Commissione consiliare Ambiente, dedicati all’aumento della Tari per i cittadini bresciani, ho trovato particolare chiarezza nell’intervento dell’assessore Camilla Bianchi, che ha evidenziato come una quota crescente dei costi non dipenda più dalla quantità di rifiuti prodotti, bensì da spese fisse. Proprio per questo vorrei avanzare una proposta semplice al Consiglio: fare in modo che tali costi non siano più «fissi», così da riuscire a diminuire la tassazione. Come? Per esempio smettendo di utilizzare smodatamente le spazzatrici di Aprica, che rappresentano sicuramente una voce rilevante. Questo è un servizio ormai capillare. Ed è anche in alcune situazioni assolutamente paradossale, perché eccessivo, poco efficace e iniquo. Mi spiego in proposito descrivendo ciò che accade ogni mattina in via Solferino: prima ancora dell’alba, ogni giorno (eccetto la domenica) ci svegliamo col fracasso delle spazzatrici, che passano e ripassano come biglie impazzite nel semicerchio della stazione dei pullman, per raccogliere qualche cartaccia che un operatore sospinge con il soffiatore. Un servizio nello specifico tanto meticoloso quanto sproporzionato: a prescindere dalla quantità di rifiuti (modesta), raccogliere cartacce con mezzi giganteschi, rumorosi e costosi è semplicemente una cosa assurda. Ma il servizio è anche poco efficace in generale: non si cura di biciclette abbandonate e dei marciapiedi dietro l’angolo, che restano perennemente sporchi, continuando a offrire un’immagine di degrado. Vi è infine un evidente problema di equità in questo paradossale servizio. La stazione è gestita da soggetti privati ed è utilizzata prevalentemente da pendolari provenienti da fuori città: però il conto di Aprica lo paghiamo noi!

Lettera firmata

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