Quanti bei ricordi là dove in Grina c’era solo prato
Amo la mia terra e nonostante alcune stonature del passato, quando arrivo a Ponte Zanano, sento sempre una bella musica nel cuore. È un po’ come quando si ama una persona e ci si preoccupa per lei. Ricordo che in Grina, una volta, c’erano solo prati, al punto tale che ogni prato del paese, era un campo di calcio, da quello periferico in Seradello, a quello principale in via Carducci, che era il più importante perché di fronte alla casa di Vincenzo Guerini, a quei tempi già alla Fiorentina! Noi avevamo la maglia dell’Olanda! Amare la propria terra, è accogliere il progresso e con esso, lo sviluppo industriale, che ci ha portato benessere e un tenore di vita più alto, grazie all’occupazione. Ma amare la propria terra è anche e soprattutto, sperare che chi ci abita e chi, magari, è cresciuto con te, possa godere di tutto questo progresso per tanti anni. Così ho fatto un esperimento molto semplice, diciamo «statistico», risalendo la via Seradello dal semaforo, fino quasi in Gombio ed il risultato è stato clamoroso, disarmante, doloroso: ogni casa che ho incontrato, ha avuto almeno un morto per cancro. Ora, non sono un giudice, non sono e mai sarò un amministratore pubblico, ancora meno «mi intendo» di sanità, ma desidero, voglio ed esigo, che la mia gente possa vivere in un ambiente salubre. Per questo ringrazio i comitati vari, che non sono nati per interrompere il progresso, ma «solo» per avere la certezza che la situazione non peggiori. Ovviamente, perché il mio esperimento abbia un senso, dovremmo fare un’altra ricerca, più approfondita, sulle attuali cause scatenanti di tutti questi casi di cancro, scoprendo magari che già adesso, impianti sì, o impianti no, siamo all’inferno. Ma sono certo, che questa ricerca è già stata fatta e avrà sicuramente dato esito negativo. Ecco, quando avremo la certezza assoluta che non ci sarà anche solo un morto in più, riconducibile a fattori ambientali, il progresso può continuare.
Gabriele Guerini
Ponte Zanano - Iseo
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