Lettere al direttore

Quante difficoltà per i ciclisti lungo le vie della città

Non mi rimane che riscrivere per cercare di far capire le mille difficoltà che incontrano i ciclisti nella città di Brescia che si vanta di avere il record di km di piste ciclabili. Può essere, non discuto, ma quando mi sono ritrovata a spiegare alcune incongruenze ho avuto la percezione di ritrovarmi davanti persone che avevano poca esperienza. Sono quarant’anni che utilizzo regolarmente la bicicletta per andare al lavoro in qualunque stagione e per spostarmi in città. E dopo tanti anni mi ritrovo davanti una città che non vuole accettare le bici perché non è stato fatto abbastanza per educarla. Basta pensare agli autisti con in mano il cellulare che ogni giorno non si rendono neanche conto che non stanno dando le giuste precedenze ai ciclisti. È veramente scandaloso quanti siano distratti dal cellulare e mi dispiace dirlo ma in questi ultimi anni io non ho più visto controlli. L’autista sa benissimo che può messaggiare al suo cellulare indisturbato come può benissimo andare a velocità folli in strade in cui c’è il limite di velocità a 30 km/h. Rimangono, e lo sanno, totalmente impuniti. Capisco anche le difficoltà della Polizia municipale/vigili stradali ma ritengo che una soluzione si debba trovare se si vuole rendere Brescia più vivibile. Dialogando con gli studenti ogni anno noto che la percentuale di chi si sposta in città in bicicletta diminuisce perché Brescia è troppo pericolosa. Per non parlare delle violenze verbali e minacce di violenza fisica se ci permettiamo di far presente che esiste una pista ciclabile... E dell’ignoranza del Codice stradale della maggior parte degli autisti che non sanno neanche quale sia il tracciato per l’attraversamento delle biciclette. Questi fatti accadono quotidianamente. Chiedo il favore, dopo che ho già più volte chiesto ai servizi competenti, di segnalare sul marciapiede di via S. Bartolomeo, di via Sant’Eustacchio e di via Fiume il possibile passaggio delle biciclette perché è impensabile che il ciclista abbia spazio in queste strade con gli autobus e camion che passano nei due sensi e anche per evitare di essere aggrediti verbalmente dai pedoni che si sentono perennemente offesi dai ciclisti ma non dalle auto che non rispettano il Codice stradale. Faccio notare che sono strade molto frequentate dai ciclisti che passano e che raggiungono i posti di lavoro.

Silvia Parolini

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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