Lettere al direttore

Pulizia del Garza. Quando l’ordine distrugge la vita

Due considerazioni sulla pulizia del Garza realizzato qualche giorno fa lungo via Leonardo da Vinci e via Niccolò Tartaglia. Cammino quotidianamente lungo la pista ciclabile la mattina presto e avevo sempre un piacevole appuntamento con gli abitanti del luogo: airone, garzetta, germano, gallinella, ballerina gialla e la sera con le rondini a caccia di zanzare e moscerini. Mi piaceva osservare le piante spontanee che con grande fatica riuscivano a crescere sui muri di contenimento del canale, le bocche di leone, erigeron ed altri fiori, dei rampicanti, ma anche le erbe fiorite e alcuni arbusti sulle rive lungo via Tartaglia. Sabato l’alveo, il fondo del corso d’acqua, i muri e le rive sono state «pulite». Tutta la vegetazione è stata estirpata e tagliata e stamattina passando lungo il corso d’acqua ho sentito uno strano e innaturale silenzio. Vogliamo godere di quel poco di biodiversità che resiste in città e poi la eliminiamo volontariamente in pieno periodo riproduttivo (gallinelle, germani e ballerine avevano nidi e piccoli in questi giorni). La pochissima vegetazione ripariale e che cresce all’interno di un corso d’acqua canalizzato e fortemente artificiale è molto importante per dare un rifugio alla fauna oltre che per migliorare la qualità dell’acqua che vi scorre all’interno. Credo che l’Amministrazione comunale insieme agli Enti che si occupano della gestione e manutenzione del reticolo idrico cittadino (Aipo, Anbi, Provincia... ) dovrebbero sedersi a un tavolo e definire delle modalità e dei tempi in cui eseguire interventi di questo genere, senza annientare tutto ciò che è vita e seppur minima, biodiversità in città. A Brescia puliamo ed eliminiamo volontariamente quel poco di vivo che sta cercando disperatamente di trovare un piccolo spazio in un ambiente molto ostile. Un corso d’acqua in area urbana, anche se profondamente canalizzato, può essere parte di un corridoio ecologico e permettere la vita e lo spostamento della flora e della fauna; operazioni di pulizia aggressiva possono ridurre questa opportunità e contribuire all’eliminazione di alcuni importanti micro habitat.

Francesca Giliani

Brescia

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