Per noi vecchi tanti acciacchi, ma pure privilegi
Leggo, come sempre l’articolo del dottor Rozzini, anzi lo rileggo. Dice che la vecchiaia è un privilegio; a me pare che ci siano dei vecchi privilegiati (Liza Minelli, Bob Dylan e molti molti altri). La vecchiaia, anche se non sempre, ti rende meno impaziente, perché hai più tempo libero, ti da più saggezza di giudizio perché... ne hai viste tante. A me personalmente dà il piacere del silenzio assoluto e una grande libertà di pensiero (non temo più il giudizio degli altri). Ma che privilegi ti dà? Persino il Vangelo ne parla come il momento «dove altri ti cingerà la veste e ti porterà dove non vuoi andare». Per tanti vecchi è il momento in cui vedi chi ti vuole bene, non ti senti come un peso, anche economico. I tuoi amici hanno i tuoi stessi problemi oppure «sono andati avanti». Finisco sempre col parlare di me: sono fortunata perché ho ancora mio marito e vivo con lui, ma ho parenti che vivono a 200 metri e nemmeno telefonano. Anch’io, come quasi tutti i vecchi, lotto giornalmente con una quantità incredibile di medicinali, di appuntamenti e di dolori anche fisici. È vero, le poche cose belle le godo di più, ho sviluppato un grande senso dell’ironia che mi aiuta, ma... privilegiata proprio non mi sento, per aver raggiunto 88 anni.
Annamaria Borghetti
Brescia
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia


