Per la tomba di mia mamma 8 cm di umanità
Siamo a pochi giorni dalla Commemorazione dei defunti. Tra poco i bresciani affolleranno il Cimitero Vantiniano, Folzano, Fornaci. Un fiore, un lumino, una preghiera. È il giorno in cui la nostra città si ricorda di essere una comunità di vivi e di morti, tenuti insieme dalla stessa pietas. È proprio in questi giorni che mi trovo a vivere una odissea che dura da mesi... esattamente da maggio poco dopo la morte della nostra cara mamma e nonna, e che oggi a ridosso della commemorazione dei defunti diventa difficile comprendere. Chiedo da mesi di poter posare al cimitero di Folzano una lapide a libro rientrante per la nostra mamma e nonna Gesuina. Una lapide sobria, di quelle che al cimitero di Folzano esistono già in altre campate, sotto gli occhi di tutti. Una lapide per chiudere con decoro una campata che è quasi finita, mancano solo sette loculi e poi quella parete sarà completata. Per venire incontro agli Uffici Cimiteriali Vantiniano, Ascb srl e Comune di Brescia ho cercato in ogni modo l’avvicinamento. Dalla rientranza di 15 cm ho accettato la disponibilità dei funzionari a scendere a otto centimetri di rientranza. Meno di un palmo di mano. In questo percorso di buon senso avevo trovato ascolto e disponibilità nell’ufficio con il geometra Sarzina, con cui sembrava si fosse trovato un punto di equilibrio. Poi, nuovamente un diniego, una bocciatura comunicatami per via e-mail dalla responsabile dott.ssa Monik Peritore, immediato e monolitico. E qui con rispetto istituzionale ma con franchezza devo porre due domande che ogni cittadino che visita i nostri cimiteri si può porre. La prima riguarda il cimitero di Fornaci e il regolamento di gennaio 2026. Ci viene detto che il nuovo regolamento entrato in vigore a gennaio 2026 non consentirebbe più le lapidi a libro rientranti. Eppure al Cimitero di Fornaci risultano posate lapidi rientranti anche successivamente a quella data. Sono sotto gli occhi di tutti. Chiedo con quale titolo sono state autorizzate? In deroga? Se al Cimitero di Fornaci è stato possibile dopo il regolamento, non dovrebbe essere possibile concedere 8 cm per chiudere ordinatamente una campata? La seconda riguarda il cimitero di Folzano e il muro. Nei giorni scorsi telefonicamente la responsabile ha riferito che presso il cimitero di Folzano le lapidi a libro rientranti non si possono posizionare perché il muro non lo consente. Ma al Cimitero di Folzano le lapidi a libro ci sono già. Esistono. Come può il muro consentirlo nella stessa campata e non consentirlo a pochi metri di distanza nella stessa campata per otto cm?Pure il marmista conferma la stabilità totale essendo il baricentro della lastra spostata all’interno e la stessa lapide ancorata da quattro borchie d’acciaio. Non sono accuse. Sono domande di trasparenza e di equità. Perché quando il regolamento sembra applicato in modo diverso da Fornaci a Folzano, e quando ciò che viene detto a voce sembra smentito da ciò che si vede già realizzato, il cittadino si sente smarrito e un po’ adirato. Noi bresciani abbiamo una ferita che non si è rimarginata. Non possiamo dimenticare la tristissima vicenda dei bambini mai nati, esumati senza che le famiglie fossero avvisate con la delicatezza che il dolore di una madre e di un padre richiede. Il processo si è concluso con una assoluzione sul piano giuridico, ma sul piano morale e umano ha lasciato un segno profondo nel cuore di Brescia. E nel mio cuore! Ci ha insegnato che al cimitero non si maneggiano solo pratiche, si maneggia dolore, e che dietro ogni loculo c’è una storia. Oggi non chiedo un privilegio, otto centimetri possono ricucire un senso di giustizia. Per questo con fiducia cristiana e con spirito costruttivo rivolgo un appello all’Assessore competente. Se la burocrazia ha saputo alzare un muro freddo davanti al ricordo di una mamma e nonna, resta l’auspicio che chi di dovere sappia guardare oltre i regolamenti, specchiandosi finalmente in quel cuore grande che la nostra terra non ha mai smesso di mostrare. Perché alla fine davanti a Dio non saremo giudicati su quanti centimetri abbiamo negato, ma su quanto amore abbiamo lasciato passare nella nostra vita.
Fabio Rizzolini
Folzano
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