Lettere al direttore

Pensionati, stando più tempo a casa bollette più salate

Dopo una vita di lavoro finalmente la meritata pensione con tutti i pro e i contro. La cosa fantastica è il tempo: tempo per me, per gli altri, tempo da gestire senza cartellino da timbrare, tempo per starmene a casa con un libro, la tv, gli amici... Tutto bello finché non arrivano le bollette! Durante l’inverno è ovvio che un pensionato passa più tempo in casa, fa freddo, ma quando arriva la bolletta: caspita che botta! D’estate, chi ha la fortuna come me di aver installato un condizionatore, l’energia elettrica! Quando lavoravo potevo programmare riscaldamento e condizionamento secondo i miei orari quindi al mio ritorno trovavo la casa calda o fresca spendendo meno, ora invece con una pensione che è un po’ più del minimo, visti i 42 anni e 10 mesi di contributi versati, fatico a pagare le bollette. D’inverno in casa perché fa freddo e d’estate pure perché i medici ci dicono di non uscire perché fa troppo caldo. Quindi si consuma di più e i costi si alzano. Perché i pensionati sono sempre penalizzati? Le tariffe di cinema, palestra, piscina e tante altre vengono adeguate al reddito, all’età e allo stato sociale, perché gli erogatori di energia no? Cara A2A, cara Enel, cari tutti, pensateci...

Raffaella Toninelli

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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