Parrocchie e paesi. L’importanza di sapersi unire

Lettere al direttore
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La nascita dell’Unità Pastorale Maria Madre della Speranza, che riunisce le parrocchie di Barbariga, Frontignano, Corzano, Bargnano, Pompiano, Gerolanuova e Zurlengo, rappresenta un passaggio significativo per le nostre comunità. La nuova realtà ecclesiale è stata avviata ufficialmente il 15 marzo a Pompiano, alla presenza del vescovo Tremolada, in un momento che segnerà simbolicamente l’inizio di questo cammino condiviso tra le parrocchie del territorio. Il territorio coinvolto conta circa 7.500 abitanti, distribuiti in centri medio-piccoli con tradizioni religiose radicate ma anche attraversati da cambiamenti profondi. I dati emersi nel percorso pastorale lo indicano con chiarezza: la partecipazione alla Messa domenicale si attesta attorno al 10% della popolazione, diminuiscono le richieste dei sacramenti e diventa sempre più difficile trovare persone disponibili a impegnarsi stabilmente nelle attività educative e pastorali. In questo contesto l’Unità Pastorale nasce come una scelta di realismo e di collaborazione: mettere insieme energie, competenze e responsabilità per continuare a costruire comunità vive. Non si tratta soltanto di una riorganizzazione ecclesiale. Nei piccoli paesi della pianura bresciana le parrocchie hanno sempre svolto anche una funzione sociale: luoghi di incontro, di educazione e di solidarietà. Gli oratori, in particolare, restano uno dei pochi spazi in cui i ragazzi possono crescere insieme e costruire relazioni. Se il progetto saprà valorizzare queste esperienze mettendole in rete, l’Unità Pastorale potrà diventare anche un presidio importante per il territorio: un luogo capace di rafforzare legami sociali e promuovere partecipazione. È una prospettiva che riguarda indirettamente anche la vita civile. Le sfide delle nostre comunità - dall’educazione dei giovani alla solitudine degli anziani, fino alla coesione sociale - non possono più essere affrontate da soli. Servono reti tra istituzioni, associazioni e realtà del territorio. Anche le amministrazioni locali sono chiamate a sostenere questi percorsi di collaborazione, riconoscendo il valore educativo e sociale che le comunità parrocchiali continuano a svolgere nei nostri paesi. La collaborazione non cancella le identità, ma può renderle più forti.

Paolo Piovani
Consigliere comunale di Pompiano, Parrocchiano di Gerolanuova

Caro Paolo, sottoscriviamo tutto ciò che dice, il finale di più. Il tema è proprio quello dell’identità, del valore delle singole realtà, che si chiamino parrocchie, piccoli Comuni o frazioni. «Questa mano può essere ferro o può essere piuma» recita - in romanesco, a dire il vero - l’attore Mario Brega in una commedia italiana di inizio anni Ottanta. Vale anche per i progetti di aggregazione: possono diventare il mesto capolinea di una tradizione gloriosa oppure l’occasione di rinascita, traendo forza da un’apparente debolezza. Dipende tutto, come sempre, dalle persone, dalla volontà di creare qualcosa di bello, di buono, di collaborare appunto, invece di limitarsi alla nostalgia di un passato che comunque non torna e che, se fosse presente, un futuro non l’avrebbe. (g. bar.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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