Over 80 e patente. Costi troppo alti per rinnovarla
Scriviamo a nome di tanti anziani, spesso già provati da acciacchi e pensioni basse, che si trovano ogni 2 anni, a volte ogni anno dopo gli 80, ad affrontare il rinnovo della patente. Nessuno mette in discussione la sicurezza stradale. È giusto che chi, ad esempio, ha diabete, patologie cardiache, problemi di vista o ha superato gli 80 anni faccia controlli seri, anche neuropsicologici. La sicurezza di tutti viene prima di tutto. Il problema è il costo, non il controllo, perché oggi, con le visite solo «a pagamento» presso medici specialisti, il conto per un pensionato con 2-3 patologie assieme alla visita neuropsicologica si aggira sui 600 euro. 600 euro ogni 2 anni. Per chi vive con un migliaio di euro al mese di pensione, è una cifra intollerabile, per non parlare di chi ha la pensione minima. In seguito a ciò, molti rinunciano a guidare, restando isolati, mentre altri rimandano le visite, rischiando multe e mettendo a rischio la sicurezza. Questo non è più un controllo sanitario, finisce per essere una tassa mascherata sull’età e sulla malattia. Per questo chiediamo degli interventi concreti, da applicare quanto prima. Si potrebbe fissare un tariffario nazionale per over 70/80 con un tetto massimo alle visite per rinnovo patente: un pacchetto «over 70» che non costi più di 150 euro totali, con convenzione Asst obbligatoria. Oppure utilizzare la possibilità per il medico di famiglia di rilasciare i certificati base, tanto più che i medici di base hanno già in carico il paziente, conoscono la sua storia clinica molto meglio di un medico «una tantum». Oltre a tutto questo, si potrebbe prevedere una validità più lunga per chi è stabilizzato nelle sue cure mediche. Se un diabetico o cardiopatico è compensato già da anni, perché rifare tutto ogni 2 anni? Si potrebbe portare a 3-4 anni la validità per patologie stabili, naturalmente a giudizio del medico curante. Per quanto riguarda la visita neuropsicologica, se lo Stato la rende obbligatoria, dovrebbe garantirla, pubblica e gratuita, dopo gli 80 anni. Non si può scaricare sui cittadini un costo da 100-120 euro per una visita che nelle strutture pubbliche ha liste d’attesa di mesi. Noi ora abbiamo detto la nostra, poche idee ma praticabili, anche perché gli anziani non chiedono privilegi. Chiedono dignità e buon senso. Abbiamo costruito questo Paese dopo la Seconda guerra mondiale, abbiamo pagato contributi per 40 anni, e ora vengono pretesi dalle nostre tasche vuote 600 euro per poter andare dal medico o fare la spesa in autonomia. La sicurezza stradale si tutela con controlli seri, ma non certo rendendo la patente un lusso per ricchi.
Luigi Andoni e altri pensionati
Manerbio
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