Lettere al direttore

Nei Comuni fanno la differenza i collaboratori

Scrivo in merito alla lettera del sig. Damiano Ferrari di Brescia, pubblicata il 5 settembre, sulla burocrazia nei Comuni. Condivido la premessa del sig. Ferrari quando dice di non voler generalizzare: la gran parte dei dipendenti pubblici lavora con dedizione e fa il proprio dovere. È così. E le chiedo anche di non generalizzare sulle pubbliche amministrazioni o sui singoli Sindaci. Meno condivisibile, però, è quando afferma che i Comuni sono fermi per colpa della politica e che un Sindaco e la sua Giunta preferirebbero che negli uffici non si prendesse alcuna iniziativa. Non conosco il sig. Ferrari e non mi permetto di giudicarlo, ma sono quasi certo che non abbia mai fatto l’amministratore, soprattutto di un piccolo Comune. Io faccio questa esperienza da 12 anni a Caino, un Comune di poco più di 2.200 abitanti. Le assicuro che non è facile. Tra pensionamenti, dimissioni verso altri enti e blocchi sulle assunzioni, ci siamo ritrovati in quattro a mandare avanti tutto. Sono fortemente convinto di una cosa: la differenza la fanno i collaboratori. Se un’amministrazione funziona, è perché ha collaboratori che danno risposte ai cittadini, che sanno intercettare bandi e finanziamenti, che lavorano in un ambiente sereno. I risultati si vedono. Compito nostro, come amministratori, è mettere a loro disposizione tutti gli strumenti che chiedono. La differenza sta tutta lì. Sono loro che fanno la differenza. Noi dobbiamo esserci. Certo, nel mondo del lavoro ci sono discussioni, visioni diverse. E mi metto anche nei panni loro: ogni cinque anni si ritrovano un «datore di lavoro» nuovo, devono capirne il carattere e le esigenze. Non è semplice. Ma faccio davvero fatica a credere che esista un amministratore che voglia tenere a basso profilo i propri collaboratori o che non voglia che prendano iniziative. Anzi, ben vengano le iniziative e le responsabilità. Devono essere incentivati a prendersene. Dobbiamo essere attori protagonisti, non comparse. E sono proprio i nostri collaboratori, che stanno in Comune più ore di noi, a doverci dare le indicazioni. Sul ricorso a tecnici esterni, a volte è una necessità, non una scelta. Quando hai un solo tecnico in Comune, non può seguire tutto. Dobbiamo fidarci dei professionisti esterni, ma la responsabilità rimane sempre in capo all’amministratore. Non si scarica mai il barile. Concordo con il sig. Ferrari quando dice che amministrazione e dipendenti devono essere a disposizione dei cittadini. È sacrosanto. Mi permetto solo di aggiungere una cosa: chiedo anche ai cittadini di avere rispetto per chi lavora in Comune, soprattutto quando non si conosce la complessità della burocrazia. Capita troppo spesso di leggere critiche inutili, senza conoscere la problematica.

Cesare Sambrici

Sindaco di Caino

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