Lettere al direttore

Museo della Liuteria «gioiello» nascosto della bella Brescia

Brescia offre molte opportunità a chi si propone di conoscere le sue non poche attrattive: bisogna scoprirle a poco a poco, senza fretta. Si può trovare così qualche gioiello nascosto, scarsamente o per nulla pubblicizzato. È il caso del Museo degli Strumenti Musicali e della Liuteria Bresciana che ha la sua sede in via Trieste 34. Il professor Virginio Cattaneo, vero nume tutelare di questo affascinante luogo, accoglie i visitatori nella sua biblioteca fornitissima di volumi. La parte più interessante del Museo è senza dubbio la splendida raccolta di strumenti musicali: pezzi unici e interessanti che con la loro fattura, i materiali e gli accorgimenti speciali usati raccontano antichi saperi artigianali e rievocano suoni e melodie dei nostri ricordi o di antiche tradizioni, colte o popolari. Ogni visitatore accorderà le sue preferenze a questo o a quello strumento oppure a gruppi di strumenti simili; io voglio ricordarne solo alcuni, che magari mi hanno colpito di più per l’elegante fattura, per il loro potere evocativo, per i miei ricordi personali. Un antico salterio mi ha fatto venire in mente suoni sottili e raffinati, mentre i mandolini ornati di intarsi di madreperla mi hanno suggerito qualche scena di serenata o di spensierata solarità mediterranea. Un liuto mi ha fatto pensare alla musica rinascimentale accompagnata dal canto e dalle danze, ho immaginato il suono di una lira chitarra nelle mani di una dama di primo Ottocento. Ho visto anche una ghironda con la sua ruota azionata da una manovella, un tempo strumento popolare suonato da ambulanti e girovaghi. Numerose sono poi le chitarre. A questo proposito il Museo mi ha regalato anche una bellissima sorpresa: una chitarra elettrica, in bella mostra in una vetrina, mi ha fatto ritrovare un amico che non vedevo da più di sessanta anni. Un altro ricordo personale mi è stato suggerito da un gruppo di gusle. La gusla è uno strumento popolare tipico dei Paesi balcanici e non solo: il suono che se ne trae è lento e lamentoso. Mi ha ricordato il giorno in cui l’esercito di Tito è entrato a Fiume il 3 maggio 1945. Soldati male in arnese, con le divise lacere e le pezze ai piedi, erano preceduti da un suonatore che traeva da una gusla una sconfortante nenia. Sono fiumana e ho vissuto quel momento con molta apprensione. Quante emozioni in questo museo! Sono certa che ogni visitatore appagherà i propri interessi. Per questo rivolgo un appello a chi potrebbe, anzi dovrebbe valorizzare questo gioiello, nell’interesse dei bresciani e dei forestieri.

// Maria Noella Sichich
Firenze
Un vero gioiello: piccolo e prezioso con il suo carico di storia e di sapere. Il museo degli strumenti musicali e della liuteria bresciana è senza dubbio un tassello importante dell’offerta turistica e culturale cittadina, ed è tra i pochi ad offrire l’uso gratuito di una saletta per incontri e conferenze. Ha ragione lei, cara lettrice: non è abbastanza pubblicizzato e valorizzato. Per contro, ha goduto e gode della tenacia e perseveranza del professor Virginio Cattaneo, fondatore e instancabile animatore del museo nato oltre 60 anni fa ed ospitato in via Trieste da ben 46 anni. Per chi volesse visitarlo ricordiamo che è aperto ogni pomeriggio feriale dalle 14.30 alle 19. (n.v.)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...