Lettere al direttore

Mercato di piazza Rovetta, ricordi messi in rima

Una vecchia fotografia mi ha portato alla memoria/ ricordi lontani del mercato di Piazza Rovetta,/ della vita bresciana un pezzo importante di storia,/ che ogni nostalgico anziano ancora rispetta./ Lo frequentavo con la mamma, che mi teneva per mano:/ lei si fermava, a volte, per salutare amici o conoscenti,/ ordinandomi di starle accanto, ma spesso invano,/ perché preferivo allontanarmi per osservare le bancarelle più attraenti./ Negli anni ’60/’70 era fulcro vibrante che il centro storico animava,/ caratterizzato da banchi colorati di frutta e verdura,/ in un’atmosfera viva e allegra dove si cercava/ la merce migliore che ogni ambulante decantava con bravura./ La musica della nostra infanzia era il vociare del mercato,/ la piazza era animata, le persone indaffarate sorridevano,/ fatica e semplicità si leggevano sul viso da stanchezza segnato,/ perché fin dalle prime luci dell’alba i commercianti la loro merce esponevano./ Le loro grida di richiamo vibravano nell’aria mattutina,/ si vendevano prodotti, consigli, chiacchiere, opinioni,/ le cassette di legno custodivano non solo frutta e verdura genuina,/ ma anche i segreti di intere, profumate stagioni.../ Ritratto a tinte forti di una città che del lavoro non ha paura,/ colori, suoni, un’atmosfera fatta di odori e di ricordi,/ ovunque nel mercato profumo di terra, odore della natura,/ profumo delle erbe, del basilico di quel banco che più non scordi./ È il fascino malinconico di un luogo che ha segnato un’epoca,/ la nostalgia fa parte della vita, è un ricordo che ci manca,/ ci sono emozioni che il passato, il tempo trascorso evoca,/ per trasformarlo in una risorsa che la porta del futuro spalanca.

Lucia Zeni

Brescia

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