Lettere al direttore

Meno giovani. L’Italia è un Paese a misura d’anziano

I giovani sono sempre meno, l’Italia non è un paese per loro. L’Italia è un paese per anziani. Nel 2025 registriamo un saldo negativo di 197 bambini, saldo molto preoccupante, meno nascite, meno futuro per il paese Italia dove oltre il 60% della popolazione oscilla tra i 65 e i 70 anni, il 20% oltre 80 anni. Una politica attenta deve affrontare la tematica senza attendere, già troppo tempo di non attenzione al calo demografico ha creato effetti devastanti. La fuga quasi irreversibile dei giovani all’estero è un dato di fatto. Oggi l’emigrazione non è solo Sud/Nord, dal Nord molti giovani vanno in altri Paesi europei e oltre oceano. Recentemente un gruppo di ex studenti, in occasione del ferragosto mi ha invitato a cena. Invito graditissimo, da preside passionaria ho un orgoglio esagerato di essere benvoluta, anche da elementi spesso accolti in presidenza perché espulsi dall’aula. (Con certi personaggi docenti, io sarei stata cacciata spesso). La riflessione profonda, questi giovani mi hanno confermato che purtroppo le competenze, i talenti sono ancora sacrificati da imprenditori non attenti, fortunatamente non tutti, da una legge sui tirocini molto lacunosa, (tirocinio come sfruttamento), poco sostegno alle imprese, ecc. Senza raccomandazioni, rimani fuori. Nota molto positiva all’estero i nostri ragazzi sono molto apprezzati. Perché? I nostri laureati ingegneri, in Italia nelle imprese edili hanno uno stipendio tra 1.200 e 1.500 euro, in Europa tre volte tanto, oltre oceano anche 5/6 volte. Paradosso triste, le università italiane garantiscono una preparazione eccellente, altri Paesi ne beneficiano. Spero che ci attenda un futuro migliore. Per i nostri giovani, per il Pil dell’Italia.

Ermelina Ravelli

Preside passionaria

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