Lettere al direttore

Le Rsa migliorino le giornate degli anziani

Ho letto con particolare interesse sul Giornale di Brescia del 6 ottobre l’articolo dedicato al progetto di innovazione avviato dalla Fondazione Giovannina Rizzieri di Piamborno, nel territorio di Piancogno. Sensori, intelligenza artificiale, nuovi letti elettrici, ambienti multisensoriali, strumenti per il benessere cognitivo: colpisce soprattutto la filosofia che accompagna l’investimento. La tecnologia non come fine, ma come mezzo per conoscere meglio i bisogni dell’anziano, aumentare la sicurezza e consentire agli operatori di dedicare più tempo alla relazione, alla cura e all’ascolto. Leggendo quell’articolo ho inevitabilmente pensato alla Casa di riposo Pietro Cadeo di Chiari, che conosco molto bene avendone avuto l’onore e la responsabilità di essere presidente. Il vostro giornale, il 19 febbraio scorso, aveva raccontato l’inaugurazione del nuovo centro diurno e il grande intervento di riqualificazione della struttura: un investimento di circa 16 milioni di euro, con opere importanti di efficientamento energetico, consolidamento, nuovi serramenti e impianti. Sono interventi importanti e sarebbe sbagliato non riconoscerlo. Ma proprio la lettura dell’esperienza della Rizzieri suggerisce una riflessione ulteriore. Una Rsa del futuro non può essere soltanto un edificio più efficiente, sicuro e moderno. Deve essere soprattutto un luogo nel quale migliorano concretamente le giornate degli anziani che vi abitano e la relazione con le loro famiglie. Dopo il grande investimento sull’involucro e sulle strutture, credo che per la Cadeo potrebbe essere il momento di una nuova stagione di investimenti: tecnologie assistive, stimolazione cognitiva e sensoriale, strumenti per aumentare l’autonomia possibile degli ospiti, spazi e iniziative per le famiglie, servizi che consentano agli operatori di avere più tempo per la relazione umana. Non è una contrapposizione tra muri e persone. I muri vanno curati, soprattutto quando ospitano persone fragili. Ma una volta messi in sicurezza e resi efficienti, la misura più autentica della qualità di una Casa di riposo rimane la qualità della vita di chi la abita. L’esempio di Piancogno raccontato dal vostro giornale può quindi diventare uno stimolo anche per Chiari.

Rinaldo Sbaraini

Già presidente della Casa di riposo Pietro Cadeo di Chiari

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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