Lavaggio strade tutte le risposte che mi aspetto
Seguo con interesse il dibattito sul lavaggio delle strade e comprendo che si tratti di un tema complesso, che coinvolge aspetti organizzativi, logistici e comportamentali. Tuttavia, da cittadino residente da sempre nella zona di Porta Cremona, vorrei portare all’attenzione una situazione che osservo mensilmente e che, a mio avviso, merita un approfondimento. Mi riferisco in particolare alle vie Fiorcello, Zanelli, Ghidoni e, più in generale, a gran parte del quartiere. Da tempo è diventata una consuetudine parcheggiare i veicoli a cavallo del marciapiede oppure con le ruote appena appoggiate sul bordo. In questo modo, però, la maggior parte dell’auto continua a occupare la carreggiata. Il risultato è evidente durante le operazioni di pulizia: la spazzatrice non può fare altro che transitare al centro della strada, mentre lungo il bordo del marciapiede resta accumulato lo sporco che si deposita da settimane, se non da mesi. Bottiglie, lattine, carta, plastica e altri rifiuti rimangono negli stessi punti per lunghi periodi, dando un’immagine di degrado che non rende giustizia al quartiere. Anche gli operatori che precedono il passaggio della spazzatrice con i soffioni sembrano incontrare difficoltà. Non so se sia un problema di accessibilità delle aree occupate dalle auto o di insufficiente potenza delle attrezzature, ma il fatto è che gran parte del materiale non viene spostato verso il centro della carreggiata e quindi non viene raccolto. La mattina successiva al lavaggio le automobili vengono spostate dai proprietari, ma davanti alle abitazioni resta esattamente lo stesso sporco. E nei giorni successivi la situazione non migliora, perché la presenza costante delle auto rende impossibile qualsiasi intervento ordinario di pulizia lungo il bordo strada. Dispongo di fotografie scattate nel corso dei mesi che documentano come gli stessi rifiuti siano rimasti praticamente immutati negli stessi punti, a testimonianza di una pulizia che, almeno in quelle condizioni, non riesce a raggiungere l’obiettivo prefissato. Per questo motivo vorrei conoscere il punto di vista dell’ufficio stampa di A2A.
Stefano Beltrami
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