La V sul petto e l’orgoglio di tifare Brescia
Leggo il Giornale di Brescia del 14 luglio 2026 dove in prima pagina campeggia una foto con 3 calciatori con la maglia V sul petto. Mi emoziona perché negli anni tra il 1970-1975 andavo con mio papà Paolo in curva sud a vedere il Brescia e se attaccava proprio verso la suddetta curva, durante l’intervallo, girando nel perimetro interno dello stadio, si andava in curva nord. Sono sempre stato tifoso solo del Brescia. «Ma a che altra squadra tieni di quelle forti?», mi domandavano alle elementari, i miei compagni di classe bresciani che tenevano alla Juve, Milan, Inter, etc. La cosa mi stupiva ogni volta e rispondevo che essendo bresciano mi sembrava logico tenere al Brescia e non alla Juve che è di Torino. Passando gli anni, per inciso mio padre ha fatto l’abbonamento per una sessantina di anni assieme al mitico super tifoso del passato Scalfi Carlo entrambi di Ponte San Marco, ho avuto il privilegio di indossarla per una sola stagione 1978/’79 agli allievi del Brescia con allenatore il sig. Dino Busi ex libero della prima squadra. La V sul petto crea una emozione difficile da spiegare, semplicemente rappresenta il calcio a Brescia. A bomba, riparlo della foto in prima pagina e ho fatto un esperimento: ho fatto vedere questa immagine a mia moglie nata nel 1969 e a mio figlio nato nel 2005 ed entrambi hanno conosciuto solo Roberto Baggio. Aggiungo per i lettori più giovani (io sono nato nel 1962) che il calciatore nel centro della foto è Appiah, forte centrocampista Ghanese mentre quello a destra, con i capelli e quindi poco riconoscibile, è Guardiola. Concludo con una profezia: nella stagione 2026/2027 l’Union Brescia andrà in serie B per poi nel triennio successivo ritornare in serie A. Sempre Forza Brescia.
Gianluca Agosti
Ponte San Marco di Calcinato
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