Lettere al direttore

La protesta cresce dove manca sicurezza

Il risultato dell’AfD in Sassonia-Anhalt merita qualcosa di più delle consuete spiegazioni sull’«onda nera» e sul ritorno del nazismo. Lo ha detto con chiarezza anche Giuseppe Pasini, presidente della bresciana Feralpi, che in Sassonia lavora da oltre trent’anni e a Riesa ha investito più di 220 milioni di euro: l’errore dei grandi partiti tedeschi è stato considerare i sostenitori dell’AfD «semplicemente dei nazisti». Quando un partito raccoglie quasi la metà dei voti, infatti, liquidarne gli elettori come ignoranti, razzisti o nostalgici significa soprattutto rinunciare a capire perché lo votano. Immigrazione, sicurezza, impoverimento: sono questioni reali. Se i partiti tradizionali le minimizzano o le affrontano soltanto attraverso categorie morali, qualcun altro inevitabilmente occuperà quello spazio. E forse la lezione tedesca vale, in piccolo, anche per noi. A Gavardo il tema della sicurezza è diventato enorme negli ultimi cinque anni. Degrado, spaccio e microcriminalità sono ormai entrati stabilmente nella discussione pubblica; nelle ultime settimane il caso di piazza Zanardelli e delle richieste di maggiore sicurezza provenienti da commercianti e residenti ha assunto contorni nazionali. Per questo non mi stupirei affatto se alle prossime elezioni, qualora si presentasse una lista riconducibile a una destra radicale - magari Futuro Nazionale o qualcosa di simile - raccogliesse un consenso molto consistente. Forse persino maggioritario.

Lettera firmata

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