Lettere al direttore

La Pro loco e quel Direttivo che andrebbe azzerato

Si segnala quanto accaduto all’interno della Pro loco di Gardone Riviera martedì sera 27 ottobre e che merita una riflessione pubblica. Dopo una introduzione accalorata del presidente si è aperto un confronto sulle surroghe del Direttivo. Come è noto, il Direttivo era rimasto zoppo di due elementi. Ad agosto è stata indetta una riunione proprio per integrarlo. In quell’occasione sono stati interpellati i primi dei non eletti, cioè coloro che nella precedente tornata elettorale avevano ottenuto voti, ma non erano entrati in Direttivo, per verificarne la disponibilità a subentrare. La loro risposta, in quel momento, è stata di diniego. Con stupore, nella riunione di martedì 27 ottobre, si rende noto che le stesse persone avrebbero cambiato idea. Proprio nel momento in cui l’Assemblea avrebbe dovuto procedere con nuove elezioni per il rinnovo del Direttivo, ecco che torna in auge la vecchia graduatoria e quelle disponibilità prima negate diventano improvvisamente attuali. Al di là del cambio di idea personale, colpisce il comportamento del Direttivo che avalla una simile procedura, negando di fatto la possibilità ai soci di tornare al voto. A questo si aggiunge un precedente che non va dimenticato: questa stessa Pro loco aveva in passato fatto entrare in Direttivo un membro per acclamazione, procedura alquanto informale. Due episodi che, messi insieme, mettono in discussione la credibilità dell’attuale Direttivo e della stessa associazione. Una Pro loco, che per ruolo dovrebbe rappresentare la comunità, collaborare con l’Amministrazione, con le altre associazioni e con la Pro loco stessa intesa come casa di tutti, ha bisogno di regole chiare e rispettate. A questo punto si è aperta una vivace discussione, nella quale si è fatto notare che i 3 candidati, che avevano presentato come richiesto la loro candidatura si sono sentiti dire che le previste elezioni di surroga erano annullate. Dopo vari interventi l’assemblea è stata rinviato ad altra data in attesa di chiarire se la suddetta procedura può ritenersi valida. L’unica strada seria e trasparente sarebbe quella di azzerare l’attuale Direttivo, che si è reso responsabile di imprecisioni nella interpretazione delle procedure, e tornare a nuove elezioni, formando un nuovo elenco di persone realmente disponibili e motivate a lavorare, da cui poi scegliere, come da Statuto, i sette membri del nuovo. Per altro tale soluzione era già stata avanzata da uno dei membri cooptati dal vecchio elenco.

Marco Basile

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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