Lettere al direttore

La mia patente e un caso risolto soltanto a metà

Vi riscrivo a brevissimo giro di posta dalla mia precedente mail, con la quale ringraziavo per la pubblicazione della mia lettera lo scorso 24 luglio e segnalavo che, proprio in pari data, l’agenzia mi aveva comunicato l’avvenuta emissione della mia patente nautica. Pensavo che la vicenda si fosse felicemente conclusa grazie al tempestivo intervento del Giornale di Brescia. Purtroppo, non appena il documento è arrivato fisicamente in agenzia, ci siamo trovati di fronte a una sconcertante e amara sorpresa. La patente è stata infatti rinnovata per soli 3 anni, anziché per i 5 anni previsti per legge. Ci tengo a precisare che non esiste alcuna prescrizione o limitazione medica che giustifichi una simile scadenza nel mio caso. Trattandosi di una durata del tutto priva di fondamento normativo, l’unica spiegazione plausibile è che la pratica sia stata sbrigata in fretta e furia pur di «chiudere la posizione» all’indomani della protesta pubblica, incorrendo in un errore palese. La classica pezza messa male che si rivela peggiore del buco. Il risultato? La patente dovrà ora ritornare alla Motorizzazione per essere corretta, mentre il sottoscritto continua a trovarsi con un pugno di mosche in mano, senza documento e nell’impossibilità di navigare a stagione ormai inoltrata. Se prima l’indignazione era per i tempi, ora c’è sconforto per la superficialità con cui vengono gestite le pratiche. Ci tenevo a ragguagliarvi sugli sviluppi di questa vicenda, che ha ormai del surreale.

Gianpiero Avoledo

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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