Lettere al direttore

La felicità oltre il denaro: accontentarsi

Sull’espressione «i soldi non fanno la felicità» se ne sono dette di ogni nonché sentite di tutti i colori, da un ironico «figuriamoci a non averne» al laconico «l’importante è avere la salute». Mettiamo le cose in chiaro, seppure un fondo di verità entrambe le espressioni l’hanno come non accorgersi che molte delle passioni e divertimenti che allietano l’animo dell’essere umano abbisognino di pecunia per potersi concretizzare e, per dirla tutta, anche la cosa più importante che abbiamo (o dovremmo) ossia sua maestà la nostra salute, in molte, troppe occasioni riesce a esprimersi al meglio quando supportata dal vile denaro. Basti pensare, per fare un esempio, alle visite prenotate (compreso le urgenti) col servizio sanitario nazionale e rimandate alle calende greche, da spazientire persino il biblico Giobbe e in grado di polverizzare all’istante il concetto di prevenzione, paragonate a quelle a pagamento diventate «magicamente» disponibili in pochi giorni. Come se ne esce? Bella domanda, dalla risposta sorprendente. Mettiamoci l’animo in pace e rassegnamoci, iniziando con il riconoscere che i soldi possono benissimo fare la felicità, per come la maggior parte di noi la intende, ma altresì, fortunatamente, non siano i soli a produrre questo «stato d’animo di benessere e di appagamento profondo in cui una persona si sente serena, libera da grandi turbamenti e soddisfatta della propria vita». Probabilmente il trucco sta proprio in queste ultime quattro parole. Non dobbiamo rammaricarci e rattristarci per ciò che ci manca e vorremmo possedere bensì cercare di essere felici per quello che già abbiamo. Non è solo facile a dirsi poiché metterlo in pratica richiede soltanto un po’ di buona volontà e abnegazione e può darci molto in cambio. A costo zero. Che è già un bel passo avanti.

Giuseppe Agazzi

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