L’8 settembre e i valori resistenti da tramandare
L’8 settembre 1943 fu una giornata drammatica a cui seguirono altri giorni sanguinosi. Fu un momento tragico. Come è noto, 700mila furono i nostri militari deportati in Germania. E poi il caos: soldati, ufficiali, generali furono abbandonati al loro destino. Un vero e proprio tradimento, un crimine. La Patria monarchico-fascista morì l’8 settembre 1943. In quello stesso giorno nacque, tra lacrime e sangue, la Patria degli italiani. Le donne e gli uomini del Circolo culturale Gina Laini, a 83 anni da quel giorno hanno il diritto e il dovere di lanciare il grido di allarme: la Patria che noi costituimmo e nella quale tutti gli italiani si sono riconosciuti è in pericolo. Concludo ricordando una frase di Sandro Pertini che conserva un valore attuale: «Noi anziani ormai stiamo per chiudere la nostra giornata, io potrò avviarmi con animo sereno se saprò che i nostri giovani accoglieranno il patrimonio politico e morale della Resistenza e dell’antifascismo, se non permetteranno che sia disperso e lo custodiranno per tramandarlo alle altre generazioni».
Renato Bettinzioli
Brescia
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