Lettere al direttore

Inciviltà padrona, dai posti auto ai bagni pubblici

Ancora una volta, nei giorni scorsi, ho visto due posti auto per persone con disabilità occupati da persone perfettamente sane e senza cartellino del permesso. Il primo era davanti alle poste di Roccafranca (e non era neanche la prima volta che veniva impropriamente occupato) e il secondo dietro al centro commerciale «Le Piazze» di Orzinuovi. Io sono reduce da un ictus e cammino male, per questo noto di più queste cose: tutte e due le volte, fortunatamente, mia madre, che sta alla guida, ha comunque trovato un posto vicino, altrimenti tutt’e due chissà quanto lontano avremmo dovuto andare! Nella mia lunga carriera (sette anni) di persona con disabilità ne ho viste, di cose. Sempre alle Piazze, sul parcheggio davanti, ci sono sei posti auto riservati. Una volta, una signorina sui venticinque anni, bella come il sole, ha parcheggiato in diagonale, occupandone due, quasi a sfregio, per poi andare al supermercato tranquillamente, sculettando coi suoi pantaloncini blu. Devo ripetere che non aveva il permesso sul cruscotto? Non parliamo dei bagni! Anzi, parliamone. Farò degli esempi, o sembrerà che mi inventi le cose. Se andate a vedere un film all’Oz a Brescia, passate dai bagni e guardate le condizioni di quello dei disabili: ha la chiusura con le viti aperte e ci vanno tranquillamente - e per tutto il tempo che vogliono - le signore a lavarsi le mani, con tanto di fila. Dentro c’è carta igienica dappertutto e puzza di pipì, come se ci fosse entrato un esercito. Al bagno dell’Ikea di Brescia, una volta, ho aspettato con pazienza fuori un quarto d’ora perché l’avevo trovato chiuso; poi mi sono insospettita e ho bussato alla porta. Sentivo dentro alla stanza due voci e pensavo fosse «uno di noi», col suo caregiver che lo aiutava. Dopo un po’ l’inquilino del bagno ha sentito e ha aperto la porta. Con sorpresa ho scoperto che si trattava di un’addetta alle pulizie, che faceva una lunga telefonata. Gli altri bagni per disabili, di solito, sono meta di coppie di ragazzini e di signore che vogliono fare in fretta perché «tanto non c’è nessuno». Il risultato è che ho rinunciato ad andare in quei bagni, mi causano più frustrazione che altro.

Lettera firmata

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...