Il rebus container e la raccolta fondi in quel di Gavardo
Apprendo dai giornali che si stanno smantellando i «container» dove erano collocate le aule provvisorie delle scuole medie, in attesa della fine dei lavori. Quando furono installati, qualcuno lì definì «container», ma venne subito zittito da chi amministra il Comune: erano «moduli abitativi». Ora che vengono rimossi, invece va benissimo chiamarli «container». Un altro punto dell’articolo mi lascia perplesso: si spendono oltre 7 milioni di euro per la messa in sicurezza, e poi si fa appello alle associazioni per raccogliere circa 100.000 euro per l’arredamento. Per un Comune la cui amministrazione politica costa alcune centinaia di migliaia di euro all’anno, ritengo sia una vergogna chiedere l’elemosina alle associazioni. La maggior parte di esse fa già fatica a racimolare fondi per sopravvivere. Dovrebbe essere il contrario. Quello che sta portando avanti il nostro sindaco normalmente lo fanno i parroci quando devono restaurare l’organo, l’oratorio o altre opere parrocchiali.
Stefano Pierino Zucchini
Gavardo
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