Lettere al direttore

Il Pd è appiattito sui 5Stelle, basta esser sotto ricatto

Non l’ha ordinato né il medico, né il Signore di andare al governo, anziché di starsene all’opposizione e farla seriamente aspettando la rivincita. Il Pd, di fronte ai toni e alle dichiarazioni quotidiane di Conte e dei 5Stelle, dovrebbe avere la dignità di pronunciare un bel «Grazie e arrivederci», per cercare semmai di allearsi con i partiti e i movimenti di centro (Azione, Liberaldemocratici, Più Europa, Ora!, ecc...). Insieme, piglieranno non più del 25-30% e assisteranno alla vittoria certa della destra, ma almeno rappresenteranno un alleanza vagamente coerente, fornita di senso e ripresentabile quando ce ne sarà occasione. Che un partito dotato della metà dei voti di un altro pretenda di dettare ed imporre la propria agenda in un’alleanza, è qualcosa di totalmente illogico ed inaccettabile: il partito più grande dovrebbe avere l’amor proprio ed il buon senso di fissare dei paletti ben chiari, rifiutandosi di farsi mettere i piedi in testa e di rincorrere il potenziale alleato su ogni tema dell’agenda politica, mostrandosi debole, «molle», accondiscendente ed incline al populismo pur di continuare a sperare in una vittoria alle urne (comunque difficilissima). Che su questioni dirimenti come il sostegno all’Ucraina, si prendano posizioni ufficiali che non lasciano nemmeno spazio al confronto e alla mediazione fra le parti, è un ostacolo insormontabile alla costruzione di qualsiasi cartello elettorale minimamente credibile. Ho inoltre una personale certezza: se le eventuali primarie Schlein/Conte premiassero la segretaria PD, i 5Stelle farebbero saltare il banco, non accettando il verdetto delle urne e trovando in Marco Travaglio e nel Fatto Quotidiano i garanti morali del loro voltafaccia. Se anche, con Conte candidato premier, il Campo Largo vincesse la contesa elettorale, con le divergenze esistenti fra PD e 5Stelle su «N» argomenti, potrebbero accadere solo tre cose: 1) Un governo che dura due mesi; 2) Un governo che non fa assolutamente nulla, bloccato dai veti reciproci; 3) Un appiattimento, l’ennesimo, del PD sui 5Stelle. In ciascuno di questi tre casi, il PD mostrerebbe di non avere alcuna ragion d’essere e di essere un partito sostanzialmente svuotato di senso. Salvo che il senso e la ragion d’essere risiedano solo ed esclusivamente nell’occupare posti di governo e/o nell’evitare che altri lo facciano: costi quel che costi, dignità compresa...

Andrea Faita

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