Lettere al direttore

Il Pd ascolti la base e riveda le scelte sull’Ucraina

Da mesi sentiamo che le principali forze politiche del campo progressista dovrebbero costruire un programma comune con il quale affrontare le prossime elezioni politiche. La questione dell’invio di armi all’Ucraina segna la differenza fra una politica che persegue la pace, in armonia con la Costituzione e una politica che sembra legittimare la guerra come strumento di politica internazionale. Mi sembra che la componente riformista dell’area progressista, segni una sorta di divorzio fra sé e gli elettori di quell’area, in particolare del Pd. Se venisse fatta una consultazione della base del Pd, probabilmente ne uscirebbe una chiara avversione alla guerra condivisa anche da una grande parte del popolo italiano. Apprezzo da sempre la brava Rosy Bindi e il giusto rigore con cui sottolinea che la politica deve essere una cosa seria. Riferendosi a Conte ha detto che un leader di coalizione debba saper fare sintesi e non limitarsi a presentare un proprio programma. È vero, ma penso però che per fare sintesi servano almeno due elementi: da una parte vediamo un Movimento che, può piacere o meno, ha fatto un’assemblea e ha deciso una linea chiara su riarmo, Ucraina ed economia; una posizione forse spigolosa ma chiara. Dall’altra non si capisce cosa intendono fare le varie componenti del Pd, partendo dall’area riformista. Sarebbe il caso che il Pd sciolga le sue contraddizioni interne e presenti una linea politica definita anche su queste importanti questioni. Fare sintesi con chi ha idee diverse dalle tue è il mestiere della politica, doverle fare con chi ne manifesta diverse e in discussione fra loro penso non sia facile. È necessario e importante, visto l’esito, evitare che si possa giungere a colpi di genio del tipo messo in atto nel 2022 da Enrico Letta; rompendo l’alleanza ha consegnato l’Italia nelle mani di Meloni e dei suoi partner. Per il grave problema dell’Ucraina, il polo progressista dovrebbe lavorare affinché l’Europa, abbia una componente diplomatica importante che contribuisca e lavori per giungere a un effettivo cessate il fuoco. L’amatissimo papa Bergoglio aveva già sottolineato che il negoziato non è una resa ma, ma il coraggio di pensare al Popolo e non portare il Paese al suicidio e per questo a volte è necessario avere il coraggio anche di alzare bandiera bianca e negoziare. Le persone sono incomparabilmente più importanti degli interessi e delle armi, continuando così quante migliaia di morti si dovranno ancora mettere in conto?

Giuseppina Lonati

Milzano

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