Il caso salmonella e tutti i rischi degli appalti al ribasso
La spiacevole vicenda triumplina, relativa ai casi di salmonella, ci porta a fare un ragionamento «parallelo», in tema di appalti. Non me ne vogliano i nostri governanti, ma la recente modifica del codice appalti, in nome della semplificazione, ci ha portato dritti dritti in una giungla fittissima, ricca di gare al ribasso e poco chiare, nel senso che non si capisce mai chi sia il capo commessa, l’appaltatore e l’immancabile subappaltatore. Un appalto al ribasso, vuole dire minori tutele per i lavoratori e un servizio sicuramente più scadente per l’utente finale, che non è il committente, ma nel caso delle mense, sono spesso bambini, o dipendenti di aziende. Nel mondo dei servizi, serve un intervento più incisivo nei controlli e serve chiedersi, perché c’è poca «alternanza» nell’assegnazione dell’appalto. Possibile che «vincano» sempre quelli, o comunque, realtà collegate tra loro? Partecipa qualcun altro alle gare? Le risposte a questi semplici quesiti, sono pubbliche e consultabili da un semplice cittadino? Se avremo appalti di qualità, lavoratori pagati il giusto e non solo il minimo sindacale, ne beneficerà anche il servizio, evitando magari altri incidenti di percorso in cui i nostri bambini all’asilo e i nostri padri, madri, fratelli e sorelle, sul luogo di lavoro, rischino di ammalarsi seriamente. Un ultimo consiglio, per la gente che ho visto decisamente e giustamente arrabbiata: le denunce, quando ci sono solide motivazioni per farle, richiedono il recarsi in Procura, non su Facebook.
Gabriele Angelo Guerini
Iseo
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