Lettere al direttore

Il caso Concesio e la poca attenzione alle mense

Sono un genitore e vorrei fare una riflessione forse un po’ scomoda che prende spunto dai recenti fatti della mensa scolastica di Concesio. Ho l’impressione che una volta, quando tra sindaci, assessori e consiglieri c’erano più genitori con figli che frequentavano quelle stesse scuole, l’attenzione fosse diversa. Non necessariamente perché fossero amministratori migliori, ma perché certi problemi entravano direttamente in casa loro. Se tuo figlio torna da scuola e ti dice che non ha mangiato, la mensa diventa la tua priorità. Se ti racconta che il cibo era freddo, poco appetibile o che quasi tutti hanno lasciato qualcosa nel piatto, inizi a fare domande. Anche a Gavardo, come a Concesio, da qualche anno la ristorazione scolastica è stata affidata ad una multinazionale tedesca. Le amministrazioni costruiscono spesso appalti molto lunghi. Sei anni, sette anni, talvolta con ulteriori opzioni di rinnovo. A quel punto il problema appartiene ad altri e non devi più occuparti di tutti i problemi della gestione diretta della mensa: personale, fornitori, attrezzature, autorizzazioni, verifiche, controlli, sanzioni e tutta una serie di grane che la gestione di una ristorazione collettiva comporta. E così dalle fondazioni comunali quasi tutti i comuni stanno andando nelle braccia accoglienti delle multinazionali. Non abbiamo dati pubblici su quanti pasti vengono scartati, quali pietanze zero km vengono servite, quanti pasti tornano più spesso indietro, a che ora vengono preparati i pasti, quanto tempo passa prima che vengano mangiati, quante segnalazioni arrivano dalle famiglie. Perché possiamo costruire capitolati perfetti, ma alla fine il parametro più semplice rimane uno: i bambini pranzano con prodotti genuini o no? Apprezzano oppure buttano via il pranzo?

Un genitore gavardese

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