Il cartello parlante e l’isola pedonale che... non c’è
Vi racconto la storia del cartello parlante. «Ciao cartello che ci fai qui impalato?» Mi hanno piantato qui per avvisare i passanti che stanno entrando in area pedonale e qui rimango giorno e notte per giorni, settimane e se non arrugginisco anche per gli anni a venire. «Hai detto area pedonale, e saprai anche cosa vuol dire. Spiegamelo...». Vuol dire uno spazio dove le persone che vanno a piedi possono andare e venire in tutta sicurezza, senza il timore di essere investiti da biciclette, moto, auto e così via. «Eh già come da tempo avviene in alcune grandi città dell’Europa, Londra, Parigi, Berlino...». Se devo essere sincero devo dirti che il paragone è esagerato, qui non siamo propriamente in Europa. C’è l’ambizione di una Brescia europea, ma il passo da fare è ancora lungo. Per esempio io di pedonale reco soltanto la targa scritta a chiare lettere, ma se tu stai con me dieci minuti potrai vedere transitare di tutto: auto autorizzate a vario titolo, biciclette di «grossa cilindrata» montate dai pizza-express esperti di slalom coi pedoni a fare da paletti, bici da passeggio - pensa un po’ - condotte con una mano sola mentre l’altra digita lo smartphone, automezzi per la spazzatura rumorosi e disinvolti nella manovra, piccoli cantieri addetti a manutenzioni di varia natura etc. Corso Zanardelli diventa pedonale dalle due di notte all’alba specialmente con l’arrivo del freddo. «Ti dirò che io preferisco l’animazione delle persone che vanno per lo shopping, i bambini nei passeggini ed i cani...». Adesso i cani non mancano, anzi, ma fanno molta pipì contro i sarcofaghi di marmo adibiti a panchine così dure e scomode, bollenti in estate e ghiacciate d’inverno. Nemmeno il disneyano Archimede Pitagorico avrebbe potuto avere una pensata più geniale. «Sei forse un cartello contestatore come non pochi cittadini che rilevano solo le mancanze dell’amministrazione comunale senza vedere i benefici offerti dalla stessa?». Non chiedermelo ad alta voce perché in qualità di cartello sono un dipendente del Comune. Devi venire in corso Zanardelli nel giorno di sabato, quando i cantanti di strada con gli amplificatori a pieno volume creano quell’animazione che piace a te, poi c’è il mercato e la gente. È per la gente che io sto qui a garantire la pedonalità: gente a piedi, in bici, in auto, in monopattino come da codice della strada. «Non hai mai sentito parlare di un codice etico? Cioè di quel codice che ciascuno dovrebbe esercitare nel rispetto degli altri, di quella invisibile urbanità per cui non occorre la Polizia locale. Che tanto non si vede quasi mai quando servirebbe».
Roberto Tradati
Brescia
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