I 102 anni di Carla, regina di dignità forte e generosa
Il 29 ottobre, mamma Carla ha compiuto 102 anni, li ha festeggiati con figli, sorella, nipoti e pronipoti in Casa di riposo. Dopo aver vissuto per oltre 100 anni in casa propria e in modo autonomo ha dovuto cedere il passo agli anni che avanzano e affidarsi alle cure di una struttura attrezzata. Nonostante le difficoltà iniziali, ha saputo ben adattarsi alla nuova vita, ora confortata dalla presenza della sorella in Casa di riposo. Non si è lasciata abbattere e continua a lottare, ci tiene a presentarsi in modo decoroso, visto che ora vive in comunità, tant’è che tutte le settimane va dalla parrucchiera per tenersi in ordine. Il personale della Casa di risposo l’ha soprannominata la regina per questo suo modo di presentarsi sempre in ordine e per la presenza assidua di parenti e familiari in struttura. Nata nel 1924 ha vissuto gli anni duri del fascismo, della seconda guerra mondiale, ha dovuto lavorare duro in campagna per sostituire i fratelli al fronte. Ancora oggi si rammenta delle difficoltà vissute e spesso me le racconta. La mia generazione, i cosiddetti baby boomer, è cresciuta sui racconti dei genitori e dei nonni e pur non avendo vissuto gli orrori dei primi 50 anni del XX secolo ne ha quanto meno sentita l’eco. I nostri genitori hanno fatto grossi sacrifici per fare studiare i figli perché non volevano che quest’ultimi avessero una vita difficile come la loro. Siamo stati cresciuti da una generazione forte, forgiata dalle difficoltà della guerra, del vivere quotidiano dove nulla era dato per scontato: la democrazia, la pace, un pasto caldo, un tetto confortevole sopra la testa. I nostri genitori hanno gettato le basi per il diffuso benessere di cui la mia generazione ha beneficiato, ma ha saputo poi quest’ultima trasmettere ai figli in modo adeguato i valori del lavoro, della democrazia, del rispetto dei ruoli nella società? Abbiamo creato una società equa, una crescita sostenibile, una redistribuzione delle risorse e della ricchezza adeguata? Le tensioni e i disordini che oggi attraversano vari Paesi nel mondo sono a mio avviso il riflesso di quanto è stato fatto negli ultimi decenni, dall’avvento di internet ed al suo successivo sviluppo, e in futuro chissà cosa ci riserverà l’intelligenza artificiale. Internet, con tutto ciò che ne è seguito (social network ecc.), vissuto inizialmente come una rivoluzione democratica che avrebbe permesso a tutti di migliorare la propria vita, alla fine ha arricchito in modo spropositato solo pochi soggetti relegando la massa spesso a lavori umili, sottopagati e succube ad abitudini che distolgono l’attenzione sui valori sani del nostro vivere. È un vero peccato che persone come mamma Carla siano ormai un pallido ricordo e non vengano più prese ad esempio virtuoso dei nostri comportamenti quotidiani. Tanti auguri mamma, a te e alla tua generazione dobbiamo tanto.
Mauro Volpi
Brescia
Caro Mauro, auguri sì, incondizionati, abbinati a un mazzo di rose, considerato che per come l’ha descritta anche per noi mamma Carla è una regina. E anche la chiosa finale, tanto amara quant’è dolce la parte che riguarda sua madre, la sottoscriviamo in pieno, senza farci prendere però dallo sconforto. Purtroppo la società poco equa ha radici profonde, alcune delle quali ricollegabili alla generazione della stessa Carla, non soltanto alle successive, compresa la nostra. Chi ci ha preceduto non ci ha insegnato a non commettere errori, bensì a non arrenderci, così da poter mettere agli eventuali sbagli una pezza. È ciò che siamo chiamati a fare, noi, ora, accanto ai nostri ragazzi e non contro, passando attraverso le difficoltà e non scansandole per pavidità o pigrizia. Forza e coraggio allora, mamma Carla ci guarda.
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