Hormuz e i precedenti dimenticati
Trasmetto una mia considerazione riguardo il tormentone Hormuz che assilla il mondo intero e fa quasi dimenticare le tragedie di Gaza e Ucraina, passate in secondo piano. Il Medio Oriente era relativamente tranquillo fino alla iniziativa insensata (per noi, non per lui) di Hamas contro Israele. Israele e Gaza sono stati il centro dell’attenzione mondiale finché Trump decise di attaccare «preventivamente» l’Iran. Da quel momento una escalation senza fine e che ad ogni spiraglio di pace si inasprisce di nuovo e sempre per prese di posizione del leader Usa che pare stia combattendo una guerra personale con l’Iran. Da molto tempo ormai e da troppe volte le sue dichiarazioni trionfanti vengono clamorosamente smentite dai fatti, ma pare che non se ne accorga nessuno né lui né tantomeno i media. E, soprattutto, non se ne cura il resto del mondo, che si astiene dal precisare al megalomane (appellativo inevitabile) che la guerra contro l’Iran è una sua personalissima decisione che però sta danneggiando tutti. Tutti tranne lui, che da ogni episodio trae spunto per interessi personali. Sembrerebbe che i precedenti di Vietnam, Cuba, Afghanistan per loro e Afghanistan e Ucraina per Putin, non abbiano insegnato nulla agli Usa: un popolo non si piega con i bombardamenti e alla fine vince, inevitabilmente. A costo di tanto sangue ma vince. E Usa e Urss/Russia possono solo autoconvincersi di avere vinto alla fine, ma non è e non sarà mai così. In Russia c’è una dittatura di fatto che impedisce al popolo di decidere ma negli Usa c’è ancora democrazia e non è comprensibile che un «bambino capriccioso» che sta giocando con il Mondo possa impunemente continuare a farlo.
Angelo Angoscini
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