Lettere al direttore

Guide turistiche, promossi record. Due pesi e misure

Esame nazionale per Abilitazione alla professione di Guida turistica - edizione 2025: prova scritta a novembre, 12.191 presenti, 230 ammessi alle prove successive. Edizione 2026, prova scritta la seconda settimana di luglio: si presentano in 8.346. Esito: 7.844 idonei. Al di là del piacere per il buon esito, la sua clamorosa evidenza numerica (clamorosa in rapporto al giro precedente, 1,9% contro il 93,9% di promossi), non può non generare qualche considerazione, specie in coloro che, come il sottoscritto, sono stati tra i pochi eletti 2025 (e tra gli abilitati a Guida nazionale dopo le prove finali). Lo stupore per le feroci polemiche dopo lo scritto 2025, lo rivivo ora, in senso contrario. Terra terra: date le premesse perfettamente note da un anno, lo scritto 2025 appariva impegnativo (e te credo!) Ma affrontabile. A condizione di una seria preparazione. Chiedo scusa se evidenzio il caso personale: nella vita lavorativa faccio tutt’altro, sebbene la realtà dove opero mi abbia in certa misura anche agevolato nella preparazione; è stato in ogni caso arduo studiare e lavorare, anche se stimolante, affascinante, divertente. Per questo, lo stupore e il disappunto per i commenti che sentii «a caldo» allora, si amplificarono, per le stesse ragioni, allo sprigionarsi delle polemiche dopo gli esiti. Oggi la situazione si è ribaltata: addirittura i test da 80 minuti si son dimezzati, durata 40 minuti, nessuna penalità per gli errori(!), contro i -0,25 punti della prova 2025. Senz’altro chi ha ritentato lo scritto ha avuto un po’ di tempo per consolidare la preparazione. Senz’altro sono stati tutti bravi, i quasi 8mila idonei. Lasciatemi però esprimere lo stato d’animo di avvilimento che può provare, di fronte a un palese problema di equità, chi ha raggiunto il medesimo risultato, ma con una prova di ben altra caratura. Guardo avvilito il mio tesserino di abilitazione a Guida turistica: non solo perché il formato di stampa fornito sul portale non comprende la fotografia (comunque richiesta dal Mit) e ha misure incompatibili con i badge standard. Guardo avvilito i testi che descrivono centinaia di siti incredibili, da Pietravairano a S. Vincenzo al Volturno. Risento il fragore di polemiche che in gran parte ho trovato mal poste, ma alla fine vincenti: e provo una stringente pena per tutte quelle nostre meraviglie che, con un trend del genere, verranno sempre più neglette a favore dell’orrendo, devastante overtourism, nei soliti quattro posti.

Roberto Musoni

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