Lettere al direttore

Giusta la multa, ma cosa costava una parola di conforto?

Mi chiamo Elisa, ho 41 anni e due giorni fa mi hanno ritirato la patente per 15 giorni, perché avevo il telefono in mano durante la guida. Fin qui nulla di strano per cui scrivere una lettera al Giornale di Brescia. Ora vi racconto un po’ meglio... Io sono due giorni che piango, ma non per la multa, quella è giusta, ma perché mi sono sentita sola. Gli agenti, un uomo e una donna, mi hanno trattata come una delinquente, senza la minima empatia, nonostante gli stessi descrivendo i miei problemi di salute e non solo. Sarebbe bastata una frase di conforto, soprattutto da una donna. Se quella giovane donna un giorno si troverà nei miei panni: mamma di due figlie di cui una molto piccola, un lavoro a partita Iva, con tre diversi problemi di salute e due risonanze magnetiche da fare nel giro di una settimana perché pochi giorni fa sono stata in Pronto Soccorso per aver perso momentaneamente la vista, senza aiuti da nessuno, senza la presenza dei nonni né materni né paterni... Be’, auguro a quella vigilessa, che attualmente ha un lavoro con ben altre tutele rispetto al mio, soprattutto per una donna, che se dovesse mai trovarsi nella mia precisa situazione, di pensarmi. Non sono tutti delinquenti al mondo, non ci sono solo le brutte notizie che trasmettono nei tg, ci sono anche le brave persone, come credo e spero di essere io ogni giorno. Non esistono solo codici, articoli, leggi. Esiste anche una parola di conforto. Esiste sentirsi capiti. Invece io sono tornata a casa distrutta e sola, mi sembrava che tutto il mondo mi stesse crollando addosso, perché il peso di tutto quello che mi sta recentemente capitando non riuscivo più a sopportarlo. Punirmi era giusto, ma non così tanto, e non in quel modo. Nella mia situazione la punizione che mi hanno dato si amplifica perché ad effetto domino: colpisce il mio lavoro, le mie entrate economiche vengono inevitabilmente compromesse, le mie figlie, la mia salute. Magari il mio racconto lancia degli spunti di riflessione, sull’ascolto, sull’empatia e sulla gentilezza. E pensare che non tutti, per svariati motivi, meritano punizioni così pesanti.

Elisa

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...