Giovani in piazza e saccheggi. Che fine faremo?
Quando sento e vedo le azioni scandalistiche dei giovani e purtroppo anche dei giovanissimi che in nome di una protesta contro tutti saccheggiano locali della gente che lavora, distruggono strade, cassonetti, si avventano contro le Forze dell’ordine mi viene una sofferenza indicibile. Dove andremo a finire? Possibile che non si possano trovare i giusti rimedi, iniziando in primis a dire ai genitori di questi che, all’interno della famiglia, è doveroso insegnare il rispetto delle persone e delle cose. Si può protestare in maniera civile, si possono far valere le proprie ragioni andando in piazza senza distruggere ed offendere coloro che dissentono e disapprovano i loro comportamenti. Carabinieri e poliziotti fanno soltanto il loro dovere. Prima dei diritti vengono i doveri. Personalmente ho messo al mondo quattro figlie che mi hanno dato otto splendidi nipoti e una di loro mi ha fatto diventare bisnonna di due nipotine e mi vanto di esprimere tutta la soddisfazione di vedere che nessuno dei componenti della mia grande tribù compie azioni riprovevoli. Lavorano, studiano e prendono il buon esempio dalla famiglia d’origine. Anche i miei generi sono ottimi lavoratori e hanno saputo costruire nuclei familiari con i giusti valori di civiltà ed educazione. Mi auguro che la nostra società riprenda in mano le redini della equa convivenza e soprattutto che la stampa e la politica sappiano valutare nella maniera giusta gli eventi tristemente visti da qualche tempo nelle nostre città e ne traggano rimedi consoni a far rientrare nei binari di buona coesistenza ripristinando ordine, fraternità e serenità.
Guerrina Bettini Braga
Castenedolo
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