Gestione dell’acqua. Le domande che bisogna porsi
Il vostro dettagliato articolo dell’11 agosto sulle ipotesi di gestione dell’acqua nel capoluogo e nei Comuni della provincia (i soggetti all’Autorità di Ambito) ha lasciato inappagate alcune mie curiosità. Attualmente la gestione (ricorda l’articolo) è spartita tra la società pubblica Acque Bresciane e l’A2A Ciclo Idrico. Una rapida ricerca su internet consente di accertare che la prima gestisce (almeno gli acquedotti) di 114 Comuni e la seconda di 74 (capoluogo compreso). Sempre il vostro articolo riferisce la dichiarata preferenza della citata Autorità (tra le varie ipotesi gestionali future) per una società pubblico-privata al 51/49%. Si riferisce inoltre che nel 2015 il Consiglio provinciale aveva scelto una soluzione analoga a quella oggi caldeggiata, da perfezionare entro il 2018. Non se ne fece nulla. Interrogarsi oggi sul perché questo accadde potrebbe essere utile per valutare le scelte; magari evitando di inseguire «matrimoni impossibili».
Angelo Ariosto
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