Francesco Guccini: orafo in Brescia e... cantante di cuore
Nel 2005 con una quarta elementare di Monticelli Brusati avevamo setacciato l’archivio parrocchiale cercando documenti sulla vita del paese dalla Rivoluzione francese alla guerra del 1915-18 dove eravamo arrivati in terza coi racconti dei bisnonni. Moltissimo il materiale prodotto durante il governo asburgico e nel 1844 è spuntata una ricevuta di pagamento per una chiave di tabernacolo fatta dal prevosto Mons. Filippo Tavecchi a Francesco Guccini orefice in Brescia. I bambini avevano imparato Auschwitz e Un vecchio e il bambino e quindi si è accesa la lampadina. Abbiamo indirizzato la lettera a Bologna, via Paolo Fabbri, 43 allegando copia della ricevuta ottocentesca. La risposta è stata accolta da un boato, anche perché erano due pagine fitte nelle quali il cantautore percorreva la storia dei Gucci-Guccini gioiellieri da secoli. Il suo però era un ramo decaduto di contadini e artigiani. Nel 2007, durante un concerto qui a Brescia al San Filippo, aveva raccontato la nostra storia chiedendo se fosse presente qualcuno della scuola di Monticelli. I ragazzi erano alle medie e io non andavo più ai concerti di Guccini perché nel 1975 ero militare a Treviso ed eravamo rientrati in caserma alle due dopo il suo concerto. Tre giorni di Cpr. Cella di rigore per chi non ha fatto il militare. Ho tutti i suoi dischi però. Il concerto di Brescia, se non ricordo male, era stato organizzato dal Cps di Santo Bertocchi. Mi piacerebbe tantissimo averne la registrazione in prestito: sarebbe l’occasione per rivedere i bambini di quella classe bellissima, oggi quarantenni.
Danilo Ravarini
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia


