Festa al Prealpino. La «coperta calda» della solidarietà
Il 9 maggio scorso c’è stata al Prealpino la festa annuale dedicata agli «amici» ultraottantenni iscritti all’associazione «Solidarietà viva». Mi sono lasciata convincere dalla signora Marilena Frizza, che ne fa parte, a partecipare al pranzo offerto ai soci, con preoccupazione, perché non avevo un’amica con la quale andarci, solo conoscenze. Dopo la messa, siamo stati accolti sotto il grande gazebo allestito nel cortile dell’oratorio di S. Giulia, concesso in uso da don Umberto Tagliaferri, un parroco veramente speciale, dove erano allestite le tavolate ben apparecchiate e ornate da piccoli vasetti con piantine di basilico, peperoncino e pomodoro. Dopo i saluti del presidente del sodalizio, signor Agnesi, alle autorità, al don, ai volontari, a tutti quelli che hanno reso possibile l’evento e ai partecipanti, è stato servito il pranzo perché diceva l’invito «Non si può pensare bene, né amare bene, se non si è pranzato bene e... Buon appetito». Tutto, dall’antipasto al caffè, ottimo, gustoso e ben cucinato. Alla fine è stato distribuito l’omaggio consistente in una scatoletta di legno, vetro e ferro contenente bustine di tè e tisana. Non pensavo che i partecipanti «diversamente giovani del villaggio» fossero così numerosi (140); la maggior parte infatti non frequenta quotidianamente il centro, ma partecipa al pranzo offerto gratuitamente. Rivolgo un plauso speciale ed un grazie agli organizzatori, ai volontari, a tutti quelli che hanno contribuito alla riuscita della festa e grazie pure per gli omaggi distribuiti a ricordo delle piacevoli ore trascorse in compagnia e per le nuove conoscenze acquisite che favoriranno i rapporti e il dialogo fra persone che possono non assomigliarsi, avere opinioni diverse, ma condividere ricordi che regalano sorrisi nei momenti bui di solitudine. «La solidarietà è una calda coperta che riscalda il mondo dal gelo dell’indifferenza», così era scritto sull’invito e in nome di questo io rivolgo un invito ai giovani, ai pensionati, a chi ha tempo e salute a disposizione ad aiutare «Solidarietà viva», ad esserlo sempre di più.
Bruna Cadeo
Cara Bruna, una «calda coperta» per noi è anche la sua lettera, scritta a mano, con inchiostro blu. Un foglio a righe strette, che sa di altri tempi e racconta molto di lei e altresì di una Brescia che si rivela tuttora comunità, unendo invece di dividersi, regalando al posto di pretendere. Un plauso dunque agli organizzatori e in particolare alla signora Marilena, che l’ha convinta ad un passo di cui poi è stata contenta. E complimenti a lei, per il reportage di cui ci ha fatto dono, direttamente dalla prima linea. (g. bar.)
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