Lettere al direttore

Europa inerme davanti ai potenti

Mi decido a scrivere solo ora dopo aver appreso da varie fonti di informazione che il presidente Trump starebbe (sottolineo starebbe) valutando l’opzione di un intervento a Cuba. Poche righe per chiedervi come sia possibile che questa nostra società, ovvero la nostra società occidentale uscita malconcia da due guerre mondiali, continui a voltare la faccia dall’altra parte rispetto a prese di posizione di prepotenza e arroganza di certi soggetti politici. Abbiamo accettato il boccone amaro della guerra in Ucraina sovvenzionando a nostre spese gli interventi militari a costo di sofferenze economiche di non poco conto che continuiamo a pagare e continueremo a pagare anche dopo la fine della guerra. Abbiamo accettato (e riso) sulla minaccia di invasione della Groenlandia da parte del nostro maggior alleato (metto un punto di domanda su alleato). Abbiamo accettato che un Paese con cui intratteniamo rapporti diplomatici che in molti definiscono positivi e leali (ovvero l’alleato di cui sopra), invadesse una nazione sud americana e ne rapisse il suo presidente. Abbiamo accettato che uno Stato a noi vicino decidesse una guerra civile, perché a mio avviso quello che sta succedendo in Palestina mi sembra rispecchi questa situazione, supportato sempre dal nostro miglior alleato causando morti che ricorderemo per decenni senza che nessuno abbia mai osato intervenire in modo coercitivo. Abbiamo accettato che gli Usa (sempre il nostro miglior alleato) decidessero a un certo punto che, per un qualche motivo su cui non voglio espormi, l’Iran non potesse avere nulla di nucleare e che eventualmente l’intera civiltà che trae origine dall’antica Persia potesse scomparire dalla faccia delle terra. Ho intestato tutti i capoversi con «Abbiamo» perché noi europei abbiamo fatto queste scelte, ovvero non abbiamo scelto di opporci, abbiamo scelto di guardare altrove perché benché se ne possa dire, a parte qualche frase di rito e di circostanza per condannare tutto quanto di cui sopra, nessuno ha davvero agito; nessuno ha fatto qualcosa. Eppure oggi, ancora una volta a distanza di settanta anni dobbiamo spendere buona parte dei nostri soldi per riarmarci, dobbiamo orientare le nostre menti verso l’idea di un conflitto, dobbiamo odiare un nemico che non vediamo. Questa è l’Europa nel 2026 e non penso proprio che fosse quella che avevano in mente quei signori che soggiornavano a Ventotene.

Marco Rigotti

Brescia

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