Diamo spazio ai tanti bravi ragazzi che ci sono
Volevo scrivere già da diversi giorni, ma l’impulso me l’ha dato oggi la lettera di don Umberto. Se dico che condivido appieno le sue parole mi sembra di scrivere una cosa scontata: i giovani devono essere ascoltati e non solo repressi. Però non è sempre semplice, perché ci sono tante situazioni effettive di disagio sociale che coinvolgono tante famiglie e ambienti di lavoro, scuola ecc. Poi c’è la passione per i «like» che influenza i più deboli, li fa coinvolgere in situazioni più grandi di loro e questo controllo sfugge alle famiglie. Perciò anch’io vorrei che si mettesse in risalto la moltitudine di bravi ragazzi cercando magari forme di aggregazione e socializzazione. Forse è un’utopia...
Severina Cappelletti
Brescia
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