Dei corsi di nuoto potrebbero salvare delle vite
Mi ha colpito molto il fatto successo al Parco delle Cave e vedendo la foto di quel ragazzo giovanissimo, sorridente, mi sono venute le lacrime agli occhi pensando a quello che è successo. Forse non sapeva nuotare, e questa è una grave imprudenza, però posso capire - ma non condanno - la voglia di molti giovani di fuggire dal caldo immergendosi nell’acqua, quell’acqua che è fonte di vita e che ci ha accolto per nove mesi nel liquido amniotico ma pure quell’acqua che - se non sai stare a galla - diventa fonte di tragedie. Io appartengo ad una generazione che ha fatto in tempo, negli anni ’70, a fare i bagni nei fossi della Bassa Bresciana e pure nelle cave presenti sul territorio (già allora era vietato, ma da ragazzini un po’ trasgressivi e che non potevano o non volevano andare in piscina si faceva - anche - il bagno nelle cave: in una avevamo pure costruito un trampolino per i tuffi) ma sapevamo tutti nuotare, era scontato. Oggi abbiamo molti giovani provenienti da altre nazioni extracomunitarie e purtroppo (spesso) sono proprio loro protagonisti di questi fatti di triste, tristissima cronaca, per cui mi chiedo: sanno nuotare? Sono in grado almeno di cavarsela in acqua? Anni fa scrissi sempre al Giornale sulla necessità di imparare a nuotare, adesso arrivo a dire che ci vorrebbero corsi di nuoto obbligatori specialmente per tutti i ragazzi/ragazze in età scolare, magari fatti nelle ore di educazione fisica, durante i Grest estivi o comunque possibili tutto l’anno presso le numerose piscine presenti sul territorio: una Nazione che ha così tanti chilometri di coste, fiumi e tanti laghi non può permettersi tutte queste tragicità, è un controsenso e imparare a nuotare sarebbe una bellissima cosa, occasione anche di sport, divertimento e integrazione, ed eviteremmo tante tragiche notizie.
Claudio Mor
Rovato
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