Lettere al direttore

Coste, la sicurezza prima delle polemiche

Leggo le lettere al Direttore sulla provocazione che ho lanciato per il tratto del Colle Sant’Eusebio. Prima di tutto una riflessione: non voglio monopolizzare il giornale su questa vicenda. Ci sono problemi nella vita ben più gravi che chiudere un tratto di strada. E non è mia intenzione catalizzare solo questo tema. Due punti. Credo che tutti debbano giustamente esprimere la propria opinione e avere pareri diversi. Ci mancherebbe. Al signor Moreschi, che scrive di «cinque minuti di gloria o notorietà»: dopo dodici anni da Sindaco di questo paese non mi servono cinque minuti di gloria. Non sono un politico, faccio l’amministratore. Non ho tessere di partito e non ambisco a carriere politiche. Ho sempre fatto il volontario. Fino a quando il tempo me lo ha permesso sono stato volontario al servizio ambulanza. Ho visto molti incidenti. Ho visto diversi morti sulla strada in questi anni. Ho visto mamme urlare, familiari piangere. È una cosa che ti lascia dentro un vuoto incredibile. E ti chiedi ogni giorno: stiamo facendo abbastanza? Stiamo facendo il possibile? La chiusura estiva è una provocazione, sì. Ma se si continua a fare incidenti gravi e a morire, qualcosa di drastico va fatto. Tutte le soluzioni che leggo sul giornale o sui social le abbiamo pensate anche noi. Per vari motivi tecnici ed anche purtroppo economici facciamo fatica a metterle in campo. Leggo anche: «Io pago il bollo, io pago le tasse». Perfetto. Le paghiamo tutti. E se vogliamo servizi, le tasse servono. Allora facciamo un’altra riflessione: io pago le tasse, tutti paghiamo le tasse. Eppure ogni fine settimana elisoccorso, ambulanze, volontari del soccorso devono intervenire con costi enormi per la collettività su incidenti di incoscienti che se li vanno a cercare! I costi sociali degli incidenti gravi non li mette mai nessuno sul tavolo. Sarò cinico, scusatemi. So che in Trentino e in altre regioni, quando il soccorso alpino interviene e si valuta che la persona poteva evitare il rischio, paga il soccorso. Allora facciamo pagare anche chi gli incidenti se li va a cercare. Un’altra provocazione? Lo so. Ma fino a che punto lo è? Ripeto: siamo in democrazia. È giusto che ognuno esprima i propri pensieri, ma con onestà, senza critiche inutili e poco costruttive. E senza minacce. A chi mi dice che noi amministratori cerchiamo «cinque minuti di gloria» mi ripeto e dico: è meglio stare zitti, forse. Se solo sapesse a cosa andiamo incontro: critiche, minacce velate, insulti, messaggi privati. Se vuole venga qui in Comune, gliene faccio leggere alcuni. Io questi «cinque minuti di gloria» li evito volentieri. Me li prenderò da solo quando finirò questo incarico di amministratore. Tornerò a fare il soccorritore, a fare il volontario. E se gli incidenti diminuiranno, se i morti non ci saranno più, lì sì che mi prenderò i miei «cinque minuti di gloria» e fumandomi un toscano in santa pace mi dirò: Cesare, forse abbiamo fatto abbastanza.

Cesare Sambrici

Sindaco di Caino

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