Lettere al direttore

Cosa servirebbe ai minori non accompagnati

In qualità di tutore, mi inserisco tra i recenti interventi apparsi sull’argomento dei minori stranieri non accompagnati (Msna), riportando un mio pensiero personale, comunque largamente condiviso anche da altri tutori. «ILA» potrebbe essere l’acronimo che sintetizza il mio pensiero: - Italiano, l’apprendimento e la comprensione accelerata della lingua italiana devono essere la priorità delle priorità. La frequenza puntuale e attiva della scuola, ma anche dei corsi di alfabetizzazione, considerando che gli arrivi non sono sempre compatibili con il calendario scolastico, potrebbe prevedere anche dei momenti premianti al raggiungimento dei vari livelli di apprendimento, ma anche penalizzanti in caso contrario. Oltre che la scuola, fondamentale sarebbe la pratica di attività sportive collettive per favorire situazioni in cui i minori interagiscano in italiano, allargando così anche le loro frequentazioni, che troppo spesso sono limitate ai propri gruppi etnici; - Lavoro, avere una minima dimestichezza con la lingua è poi fondamentale per consentire ai minori di affacciarsi al mondo del lavoro il prima possibile. Determinante è che ciò avvenga ben prima del compimento del diciottesimo anno d’età. Una volta usciti dal sistema tutelante previsto, si entra in un ambito di incertezza (assenza dei posti nei Sai, sempre maggiore difficoltà nell’ottenere prosiegui amministrativi, etc…) che potrebbe vanificare tutti gli sforzi e le risorse che il sistema ha impiegato. Procedure chiare e semplici sarebbero fondamentali, ma, soprattutto, sarebbe importante che queste fossero portate a conoscenza dei potenziali datori di lavoro al fine di agevolarli nell’offrire opportunità di lavoro remunerate. L’Amministrazione comunale potrebbe giocare un ruolo cruciale nel favorire la creazione di reti di aziende, cooperative e operatori che, a vario titolo, possano mettere a disposizione momenti in cui il minore, lavorando e ricevendo una remunerazione, inizi il suo percorso di indipendenza economica; - Alloggio, il minimo di autonomia economica potrebbe consentire inoltre di affrontare la spesa per ottenere anche solo un semplice alloggio. L’offerta è scarsa e lo è ancora di più per determinate persone come possono essere gli ex Msna. L’Amministrazione comunale potrebbe sollecitare certe realtà presenti sul territorio sensibilizzandole su questa specifica situazione. I tutori potrebbero essere figure importanti nel rassicurare i locatori ed, eventualmente, laddove fossero disponibili, nel prestare anche garanzie. Ciò a riprova che il loro ruolo non è marginale, ma può essere ancora importante proprio nel momento in cui termina il periodo di tutela. I minori stranieri non accompagnati non vanno confusi genericamente con altre situazioni non sempre lusinghiere che riguardano giovani stranieri o italiani di seconda generazione. Sono ragazzi che vanno aiutati perché si emancipino e possano diventare una risorsa anche per il Paese. Queste semplici idee vorrebbero andare in questa direzione.

Lettera firmata

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