Corda Molle: ora servono i dati sul traffico
Sono più di sei mesi che la Corda Molle è diventata a pagamento e a seguito di questo forzato addebito, il silenzio è precipitato su questa vicenda. Non sono qui a ripetere le lamentele di chi si è sentita defraudata dei propri diritti e presa in giro da promesse effimere. Però mi piacerebbe conoscere l’effettivo calo di transiti di vetture su questo tratto di vecchia Sp19. Il percorso soggetto a pagamento era da tempo monitorato da telecamere che verificavano il transito, tanto che anche i giornali avevano provveduto a pubblicare questi dati, che sicuramente non si sono inventati, ma che avranno ricavato da fonti certe. Ora a distanza di più di sei mesi dall’entrata in vigore del pedaggio, i dati saranno sicuramente sicuri e certificati per cui potrebbero essere messi a disposizione dell’utenza, perché questo non si fa? Perché la politica non ci informa dell’effettivo calo di veicoli che si è riversato sui paesi limitrofi alla Corda Molle e sulla tangenziale sud? Perché chi urla per ridurre l’inquinamento attraverso l’eliminazione dei parcheggi non ci parla delle conseguenze provocate da questo pedaggio? Perché non ci spiegano che cinquant’anni fa la Sp19 era stata costruita e progettata per decomprimere il traffico a Brescia, poi sono arrivati i nuovi amministratori pubblici che hanno deciso per il contrario? Siamo pieni di telecamere, installate in ogni dove e che monitorano il numero di passaggi, le targhe transitate, la regolarità dei veicoli e solo con un click si possono fornire informazioni infinite. Purtroppo, per la Corda Molle, queste informazioni rimarranno segretate, perché certificare una politica di basso impatto ambientale mentre si grida il contrario, è sicuramente svilente.
Roberta
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