Lettere al direttore

Contro gli agitatori i calci e schiaffoni di Lino Pedroni

Per molti anni della mia vita sono stato impegnato come volontario nel sindacato Cgil. Quando sono andato in pensione ho scelto lo Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil, dove i Capi-Lega dei paesi della zona Bassa Bresciana Centrale mi hanno designato e successivamente eletto loro coordinatore. Oltre ai tanti compiti organizzativi e di tutela dei diritti dei nostri pensionati iscritti, ci impegnavamo anche a organizzare la partecipazione alle iniziative e alle manifestazioni indette dai nostri dirigenti e da altri livelli del sindacato. Partecipavamo in massa alle manifestazioni di Brescia, Milano e anche Roma, con centinaia di iscritte e iscritti. Eppure, mai, dico mai, sono stato testimone di scontri con la polizia. Anzi, noi i poliziotti li applaudivamo. I facinorosi che tentavano di creare disordine venivano subito allontanati dai nostri responsabili, che si mettevano in prima fila proprio per tutelare i partecipanti. Ricordo una manifestazione in Piazza Loggia a Brescia. In quell’occasione un gruppo di estremisti violenti si era infiltrato nel corteo, danneggiando tutto e contestando l’oratore di turno. In brevissimo tempo vidi avvicinarsi a quel gruppo l’allora segretario organizzativo della Camera del Lavoro di Brescia, Lino Pedroni. Con altri compagni, quella «stazza d’uomo» allontanò a calci e schiaffoni i violenti disturbatori. In poco tempo quegli intrusi si dileguarono e non si fecero più vedere. Devo ammettere di aver molto apprezzato quell’intervento «salva corteo». Voglio dire che, in un modo o nell’altro, il sindacato durante le proprie manifestazioni ha sempre isolato gli scalmanati e i violenti, difendendo i partecipanti pacifici e, di riflesso, anche le forze dell’ordine. Quindi non condivido affatto gli attacchi scomposti che vedo oggi contro le manifestazioni politiche e sindacali, mentre in parallelo assistiamo a quanto accade nel Campionato di Calcio professionistico. Lì tifosi di marca nazifascista ne combinano di tutti i colori, distruggendo e danneggiando stadi e strutture non solo sportive. Chissà perché in quei casi il Governo non condanna mai con la stessa forza, non prende provvedimenti, e ritiene normale impiegare migliaia di poliziotti per proteggere i beni delle Società Sportive. Si tutela il pallone e si criminalizza chi chiede dignità. E alla fine, tanto paghiamo tutti noi, «popolo bue», con le nostre tasse!

Luigi Andoni

Manerbio

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