Con tariffe ingiuste. L’unica risposta è boicottare
In risposta alla lettera del signor Germano Flaim riguardo al doversi ribellare alle estorsioni legalizzate sulle tariffe autostradali, ho l’impressione che appaia come un gatto che si morde la coda. Il signor Germano non si discosta per nulla da tutte le dinamiche per le quali accusa tutti gli altri. Una lettera al giornale non farà calare il prezzo, non vale più di una indignazione davanti a un treno in ritardo, una battaglia legale per qualcosa che si ritiene un sopruso oppure alla lodevole celebrazione dello spiedo di turno al bar. La nazione è piena di cittadini che si lamentano di tutto ma si aspettano che la soluzione del problema avvenga ad opera di altri e quando qualcuno scende veramente in piazza con iniziative o manifestazioni ha sempre altro da fare o addirittura spende parole sgradevoli e offensive sui social perché le stesse impediscono il tragitto al lavoro. Non sono mai state e non saranno mai efficienti le lamentele di cittadini e associazioni per riportare la giustizia sull’argomento. L’unica via a produrre speranza, dolorosissima per tutti, sarebbe chiudere i rubinetti. Tutti fuori dall’autostrada a intasare le vie di comunicazione per giorni, settimane o mesi, se necessario. Ma questa è un’operazione che un semplice cittadino non può mettere in pratica da solo. Inutile che il signor Flaim se la prenda ad esempio con me che parlo con enfasi dello spiedo di Gussago o Serle. La mira bisogna indirizzarla a coloro che quotidianamente ci salassano e si rifiutano di fare i nostri interessi, come invece dovrebbe essere.
Guido Franchi
Borgosatollo
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