Lettere al direttore

Coalizioni e territorio contro l’uomo solo

Vi scrivo dopo la Messa di Pentecoste nel magnifico duomo di Cremona, soprattutto per aggiungere uno (+1) al numero di coloro che oggi non concordano col prof. Chiarini: «...Se è vero che la riforma elettorale non è il cibo, essa rappresenta indubbiamente la cucina». Seguendo la teoria del chiarissimo professore (maggioranza di governo definita alla chiusura dei seggi), oggi l’America-Usa dovrebbe stare benone e con essa tutto il mondo. Non mi pare proprio! Anzi, la sicumera «il popolo (e...) mi ha eletto e guai a chi mi dà contro» sembra far molto male al pianeta: guerre, inquinamento, fame... All’opposto c’è il caso Germania. Il governo tedesco, guidato dal cancelliere Friedrich Merz, leader dell’Unione Cristiano-Democratica (Cdu), in carica dal maggio 2025, è attualmente sostenuto da una «coalizione nero-rossa» che unisce i conservatori della Cdu/Csu e i socialdemocratici dell’Spd. Anche da noi, la Dc comandava in coalizioni complesse negli anni del boom. Perfino i governi Conte e Draghi, nati grazie alla pazienza del presidente Mattarella, sono esempi di «sane» trattative. Nel frattempo il Paese andava avanti con le leggi che c’erano. Per me è un falso mito il «governo subito», votato da finti nostri rappresentanti-onorevoli calati a noi dall’alto. Io ritengo che ogni distretto-territorio dovrebbe avere il suo rappresentante alla Camera.

Paolo Ruggeri

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