Clima, Cremona e Valcamonica insieme si può
Lo scorso mercoledì l’Onu ha certificato il mancato raggiungimento dell’obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali, soglia fissata nel 2015 con gli Accordi di Parigi. Ora cosa si fa? Ho trovato una risposta nella suggestione del vostro acuto caporedattore Gianluca Gallinari. Senza nulla togliere allo stimato Gallinari - anzi, ad avvalorare la sua visione -, mi sarei aspettato un commento simile da un rappresentante politico di fronte allo scenario della Val Rabbia di Sonico. Invece «cultura, formazione, resilienza e adattamento» restano parole sussurrate, non ancora la chiave di svolta accanto agli indispensabili lavori di regimazione. Chiara invece la voce autorevole di primi cittadini camuni a non essere lasciati soli. La risposta che la Valle Camonica può dare è una «nuova cultura di resilienza», una governance dell’ambiente, una pedagogia del clima. E Gallinari rilancia: non da sola, ma insieme a Cremona, replicando il modello «BS-BG Capitale della Cultura 2023» - l’approccio sistemico che il climate change richiede. I «saperi, materiali e intellettuali», non mancano né a Brescia né a Cremona, a partire dalle Università. Mi auguro che questa suggestione, questa visione politica che finalmente parla il linguaggio dei cambiamenti climatici - non rimanga inascoltata, perché «sortirne tutti insieme è la politica; sortirne da soli è avarizia».
Antonio Molinari
Berzo Demo
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