Lettere al direttore

Ciclisti e auto, convivenza ancora difficile

Ho appena letto l’articolo che parla della convivenza tra auto, camper, moto e biciclette sulle Coste di San Eusebio e dei controlli che sono stati messi in atto. Io mi chiamo Stefania Guerini, abito sul lago d’Iseo e vi posso garantire che la convivenza non è facile nemmeno per noi. Giovedì scorso mentre in macchina aspettavo mio marito ho assistito ad una scena che mi ha lasciato senza parole. Un uomo che stava cercando un posto dove parcheggiare è stato sorpassato da un gruppo di ciclisti, ma non tutti l’hanno sorpassato sulla sinistra qualcuno anche a destra e se lui in quel momento avesse svoltato sarebbe potuta finire male. I ciclisti la fanno da padroni, non le famiglie che usano la pista ciclabile ma i campioni che pensano di stare facendo il giro d’Italia e anziché andare in fila, occupano la sede stradale e cosa più pericolosa si danno il cambio per «tirare» il gruppo. È capitato ancora che agli attraversamenti pedonali, l’auto si fermasse e loro sorpassassero rischiando di investire chi stava attraversando la strada, forse qualche tirata d’orecchio andrebbe fatta anche a loro che oltretutto si credono intoccabili e vogliono sempre avere ragione. Le forze dell’ordine sulle nostre strade esistono solo per chi supera i 30 all’ora a Pilzone, o comunque per fare cassa nei parcheggi a pagamento e non di certo per tutelare la sicurezza delle persone. Mio figlio l’anno scorso è stato buttato fuori strada da un’auto che poi non si è fermata, il cui conducente in evidente stato di ubriachezza la sera stessa si vantava di averlo fatto in un bar di Iseo. Quando ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine gli è stato chiesto se si fosse fatto male, se avesse preso il numero di targa e lui ha risposto che non era riuscito, al che gli è stato risposto che non potevano intervenire. A distanza di un mese siamo riusciti a risalire al colpevole grazie a Facebook, sì perché non riuscendo a venirne a capo mia sorella ha deciso di mettere una storia su Facebook e il giorno dopo un testimone si è fatto avanti. Grazie all’intervento di questa persona i Carabinieri sono risaliti al colpevole, che sta subendo un processo e mio figlio non ha dovuto sborsare di tasca propria i 9.000 euro del danno subito.

Stefania Guerini

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